Fratelli, la morte vi ha rapito una persona cara che forse era tutto per voi; ed ora vi sembra che il mondo sia deserto e la vita senza valore.
Sentite che ogni gioia vi ha per sempre abbandonati, che l’esistenza non può più essere d’ora innanzi per voi altro che un angoscioso rimpianto della “cara mano svanita, della diletta voce muta per sempre”.
E il vostro dolore per la perdita irreparabile è aggravato dall’incertezza intorno alle attuali condizioni della persona amata che avete perduto e che è “scomparsa nell’ignoto”.
Certo, voi sperate che essa sia ora felice; ma, se guardate in alto, il cielo vi sembra vuoto; se chiamate, nessuno vi risponde! Dubbio e disperazione vi opprimono e formano una nubve che vi nasconde lo splendore del sole.
Il vostro stato d’animo è naturale, ed io lo comprendo perfettamente: il mio cuore è pieno di simpatia per quanti soffrono come voi. Io spero di fare qualche cosa di più del semplice simpatizzare; spero di portarvi aiuto e speranza.
Migliaia di altri individui, che si trovano nelle vostre tristi condizioni, sono stati confortati: perché non potreste esserlo anche voi?
Ma dite: “ Come può esservi sollievo e speranza anche per me?”
Cero che può esservi sollievo e speranza per voi, perché il vostro dolore è fondato su di un equivoco; perché vi preoccupate per una cosa che non è realmente avvenuta.
Quando conoscerete i fatti quali sono, finirete di affliggervi!
“Ma la mia perdita è un fatto!” voi dite, “come potete aiutarmi, se non potete rendermi la persona cara che ho perduto per sempre?”
Vi comprendo; eppure, ascoltatemi per un momento e cercate di afferrare le tre posizioni che voglio presentarvi, prima come semplici affermazioni, poi nei loro convincenti particolari.

