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Approfondimento: Chi è Bimba Gegè?

Intervista al padre della piccola autrice
17/12/2007
Chi è Bimba Gegè?

CHI E' BIMBA GEGE'?

Sua Eccellenza Altezza Serenissima…la via di fuga di una bimba inascoltata.

Il suo nome è Bimba Gegè, o meglio è lo pseudonimo scelto per proteggerne la privacy, in quanto figlia minorenne di genitori separati. Il libro Sua Eccellenza Altezza Serenissima…l’ha scritto insieme al papà, a sua volta costretto all’anonimato, sempre per tutelare la bimba. Bimba Gegè ha patito molto la separazione, somatizzando per alcuni mesi una forma depressiva e un principio di anoressia. Purtroppo, al giorno d’oggi, quella vissuta da Gegè è una situazione diffusa e, in questi casi, sono sempre i bambini a soffrirne di più.
Scrivere questo libro è servito a Gegè per ritrovare salute e serenità. Raccontando con immagini e favole il mondo di una bambina, si è liberata dal dolore che la opprimeva, soprattutto per la separazione forzata dal padre, al quale è molto legata. Ora vuole fare conoscere la sua storia perché possa essere di aiuto e di insegnamento per altri bambini nella stessa situazione. A questo proposito abbiamo intervistato il padre di Gegè per parlarci di questo libro straordinario.

Il libro è presentato da Marco Columbro. Che ruolo ha avuto nella stesura?

Marco è un caro amico e ha preso molto a cuore questo progetto editoriale, così come ha a cuore i diritti umani e la salvaguardia spirituale dell’individuo. Per questo ha scritto una presentazione al libro particolarmente bella e sentita, inserita come prefazione al testo.

Sappiamo che lei crede molto in questo progetto editoriale: qual è lo scopo del libro? Perché è stato scritto?

Il libro è scritto da una bambina che ha pensato di condividere la sua esperienza con quella di tutti coloro che soffrono per la separazione dei genitori. Mi ha detto:”Papà, voglio che voi grandi sappiate quanto ci fate soffrire e voglio che altri bambini siano aiutati dal mio libro”.
Lo scopo è mettere in comunicazione tra loro bambini e adulti disposti a difendere realmente i diritti dei minori: soprattutto il diritto di scelta per se stessi. Ovvero, deve essere il bambino a poter esprimere il primo parere circa il proprio destino: se stare con uno o con l’altro genitore.

Di solito chi decide in caso di separazione? Come funziona?

A decidere della sorte dei bambini sono i genitori, i giudici, gli psicologi… insomma tutti tranne gli interessati. Ma se i bambini a cinque anni sono in grado di andare a scuola, sono a maggior ragione in grado di dire dove preferiscono vivere: la vita è la loro. Devono anche essere liberi di non sentirsi di scegliere: comunque dovrebbero sempre essere interpellati per primi e ascoltati. Se voglio fare qualcosa per qualcuno, qual è la prima domanda? É “che cosa vuoi?”. É naturale, no? Invece, sapesse quanti balletti di buonismo imperversano, preceduti dalla storica frase “nell’interesse primario del minore…”
Ma chi stabilisce l’interesse? L’interesse economico dei genitori che cercano di accaparrarsi la tutela per ragioni di denaro o per poter meglio farsi guerra tra loro. É evidente a tutti, ma nelle aule dei tribunali vige la congiura del silenzio, si finge di non vedere. Mi piacerebbe che questo libro fosse un apri-pista per un’azione a livello nazionale che finalmente modificasse certe errate consuetudini: è diritto di ogni bambino decidere riguardo la propria vita! Ci si continua a nascondere dietro la scusa che il bambino non possa decidere perché ancora immaturo: da quando in qua l’essere umano ha diritto alla libertà solo se maturo? Ma sa quanta gente in carcere avremmo…? Poi si dice che il minore può decidere qualcosa in più se ha 14 anni (che è l’età più cretina e immatura). Si teme che col tempo il bambino cambi idea? Bene, la cambi: è un suo diritto anche questo.

C’è qualche associazione che si batte per questo?

Che io sappia, no. Ma si costituirà un’associazione perché i bambini, che sono coloro che più soffrono nella separazione e non hanno colpe, vengano finalmente ascoltati. Sono sostenitore dell’associazione “For a Smile”, una onlus che porta aiuti economici, e non solo, a bambini nei continenti più disagiati. Ma non dobbiamo dimenticare che il terzo mondo inizia da casa nostra, e il sorriso va riportato a tutti i bambini, anche ai nostri, quando sono trattati con indifferenza dalle Istituzioni stesse. Esistono, sì, associazioni per i casi di separazione, ma sono quasi sempre contro una o l’altra parte, mai comunque davvero dalla parte dei bambini.

Parliamo del libro. Come è nata l’idea di questa favola?

Gegè racconta la sua esperienza, dopo la separazione dei genitori, è stata portata via dalla madre. A casa della mamma che lavora, per cui è fuori la maggior parte del tempo, vive nella noia e nel dolore. È allora che il suo mondo si popola di animali amici, di giocattoli parlanti e di avventure fantastiche vissute con la sua amica di scuola Chicca, un orsetto e un castoro di pezza. “Sua Eccellenza Altezza Serenissima…” ha dato forma e voce ai sentimenti di questa bambina, cosa che ha avuto su di lei un effetto catartico. Ci sono alcune fiabe che io stesso inventavo per mia figlia perché si addormentasse serena. Già prima le raccontavo le storie della mitologia, l’Iliade, le gesta dei cavalieri di re Artù e del Santo Graal, la Divina Commedia… poi mi sono inventato un alter-ego di Gegè: la formica Kontika, il cui ricordo avevo rispolverato da un vecchissimo documentario sulle formiche, quando la tv era ancora in bianco e nero.

Abbiamo detto che ci sono tanti personaggi interessanti: fate, folletti, pupazzi parlanti… E poi c’è Pippo, il cane di Gegè. Sono tutti immaginari?

Sono quasi tutti reali, ma è Gegè ad attribuire loro una personalità e una voce. Sono i suoi compagni di giochi e di avventura. Pippo era reale: un cane femmina, la “sorellina” di Gegè. Quella cagnolina “newyorkese a pelo corto” è stata la sua fedele alleata, la sua eroina, e oggi guarda Gegè dal Paradiso dei cani. Ma poi è arrivato un altro Pippo, sempre cane femmina, che somiglia tanto a quella del racconto…

E i disegni? Non dimentichiamo che “Sua Eccellenza Altezza Serenissima…” è un bellissimo libro illustrato.

Sì, i disegni sono di una grande illustratrice professionista, Elisa Vairos, che in passato ha disegnato anche cartoni animati. Le sue splendide illustrazioni sono la più perfetta rappresentazione visiva dei sogni ad occhi aperti di mia figlia. Le ho scelte perché le considero appropriate e di altissimo livello. L’illustratrice sembra essersi completamente calata nei panni di Gegè, come se lei stessa avesse vissuto quelle emozioni.

E adesso come si è risolta la questione dell’affido? Come sta Gegè?

Oggi sta bene. Abbiamo ottenuto l’affidamento congiunto, perché nonostante il desiderio di mia figlia di vivere con me, è più sano per lei avere a turno entrambi i genitori. Gegè è contenta di questa soluzione. Ed è scritto anche nel libro: “I bambini non sono contro, cercano solo di difendersi”. Dobbiamo essere tutti realmente dalla parte dei bambini, non solo a parole, e rispettare le loro scelte e i loro desiderata.

Copertina libro: "Sua Eccellenza, Altezza Serenissima..."

Bimba Gegè

"Sua Eccellenza, Altezza Serenissima..."

La via di fuga di una bimba inascoltata

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