In questo studio, il dott. C. Jinarajadasa, già Presidente della Società Teosofica, per la prima volta con mirabile chiarezza illustra il problema del come si possono ricordare le passate esistenze, da noi vissute sulla terra.
Il tema è quanto mai appassionante perché l'unico ostacolo per l'accettazione universale della dottrina della Reincarnazione, consiste appunto nel fatto che non si ha ancora una tecnica precisa e definitiva, che permetta a chiunque di ricordarsi delle sue vite passate.
Jinarajadasa risponde al quesito in modo esauriente.
E’ interessante notare quanto la biologia sperimentale si avvicini all'antica dottrina del Karma-Reincarnazione con le teorie dell'ereditarietà e dell'evoluzione della specie.
Tuttavia, il metodo scientifico raccoglie soltanto dati analitici sperimentali e, in base a questi, tenta di formulare una legge universale; mentre, invece, la tradizione orientale ci tramanda la formulazione universale della legge a guisa di dogma, trascurando di soffermarsi sui dettagli.
Dei due pensieri bisogna trovare, perciò, una formulazione più corrispondente alla nostra mentalità sintetica e in questa forma appunto l'Autore ci spiega la dottrina.
Per Karma si intende il complesso gioco delle reazioni interne agli stimoli ambientali predeterminati e tali reazioni portano a uno sviluppo graduale sempre più complesso del mezzo reagente; determinano cioè l'evoluzione della forma fisico psichica, facendo rimbalzare gli effetti delle azioni compiute.
I biologi più insigni sono però d'accordo nell'affermare, come Lloyd Morgan, che «non si hanno delle prove sufficienti per affermare l'esistenza della trasmissione diretta delle caratteristiche acquisite» (vedi J.A. Thomson, Heredity, pag. 211); l'individuo, cioè, non trasmette affatto al discendente della prima generazione le sue caratteristiche acquisite, bensì a distanze cicliche, e queste caratteristiche sono potenzialmente contenute nella specie.
Quando, però, le caratteristiche fisiche esprimono l'identità con analoghe caratteristiche morali, dobbiamo postulare che la riapparizione dell'identico tipo fisico, almeno nella terza generazione, presuppone la Reincarnazione degli identici nessi causali (Karma) gravitanti sulla stessa cellula germinale, trascurando la somiglianza fisica degli ascendenti, che è solo superficiale.
Tale ipotesi verrebbe confermata se il tipo precedente fosse già estinto quando un identico tipo nascesse e si dimostrasse l'identicità dei due tipi.
Di tali casi, la casistica metapsichica e biologica ne conta un gran numero.
Tipico è il caso, citato dal Thomson, di una donna con un neo sotto l'occhio sinistro e con molti altri particolari, che, sposando un uomo bruno, ebbe da lui diciotto figli, di cui nessuno somigliava alla madre; mentre, invece, una discendente di questa, alla terza generazione, era bionda, con il neo sotto l'occhio sinistro, con tutti gli altri particolari e con identiche caratteristiche morali, che fanno pensare ad una riproduzione o Reincarnazione della stessa personalità.
Non solo i metapsichici, ma anche moltissimi biologi si sono soffermati su tali fenomeni e un gran numero di casi vennero esaminati da Pearson, Buchner, Girou, Felkin e altri. Tuttavia, il periodo della nostra vita è troppo breve per poter raccogliere prove induttive definitive per ogni tipo di entità umana e ciò per il lungo intervallo che può, talvolta, intercorrere fra due apparizioni dell'identico individuo.
Tale periodo, come si è potuto riscontrare, ha una durata proporzionata alla levatura morale dell'individuo e alla lunghezza della sua vita: è brevissima per le persone poco evolute o per quelle morte in tenera età.
La realtà del fenomeno reincarnazionistico si può dimostrare praticamente con i seguenti fatti:
1) La credenza nella Reincarnazione costituisce un fatto universale di tutti i popoli, di tutte le religioni e del folklore. Ciò dimostra che entrò sin dai tempi più remoti nell'esperienza generale.
2) Ci sono delle persone che ricordano, allo stato normale, una o più esistenze passate e sono in grado di fornire delle prove, riconoscendo persone, cose, luoghi, circostanze ecc. da loro conosciute nel passato.
La casistica metapsichica conta un gran numero di tali casi tipici, controllati, e nessuna ipotesi diversa li potrebbe realmente spiegare.
3) Sperimentatori francesi come Charcot, Richet ed altri (in Italia, Trespioli) hanno dimostrato, con ampiezza di dettagli, che ipnotizzando una persona le si può far regredire la memoria per un qualunque numero di esistenze passate; come pure far ricordare anche i minimi particolari dell'attuale esistenza, che allo stato normale non è in grado di ricordare.
In tali esperienze, il soggetto rivive le antiche sensazioni ormai sospinte nel subconscio ed è in grado pure di fornire delle informazioni precise e dettagliate sulle sue esistenze passate e su quelle dei presenti, suscettibili di controllo rigoroso.
Al soggetto ipnotizzato si può pure dare una suggestione ad effetto post ipnotico, affinché ricordi le passate esistenze anche allo stato di veglia e riconosca i nessi causali degli eventi attuali con quelli antichi.
4) Ciò che si può ottenere, sotto l'influsso della volontà altrui, si può raggiungere anche con uno sforzo proprio, purché ben diretto. Tale possibilità viene impiegata nel metodo psicanalitico, con la spontanea associazione e la ricerca del nesso causale determinante, con una mente sgombra di ogni coefficiente personale. Il dott. D.C. Quaife di Torquai (Inghilterra), facendo delle indagini per quasi due anni, con numerosi pazienti, conclude appunto con la constatazione che ci sono dei traumi che certi pazienti presentano, non acquisiti affatto nel corso dell'attuale esistenza e neppure dagli ascendenti. Tali disturbi cessano quando il paziente, per semplice associazione, ricorda gli eventi che li determinarono, in una esistenza anteriore.
La psicanalisi dimostra anche perché non si ricordino tali esperienze passate. Il fatto è dovuto alla funzione autoprotettiva della mente, la quale rimuove il ricordo dell'esperienza nel subcosciente, impedendo che riaffiori, per non rivivere gli eventi che scossero la personalità nel passato; mentre gli eventi comuni sono troppo soliti per poterci orientare su un ricordo particolareggiato.
Soltanto quando diventiamo indifferenti a tali esperienze passate, il ricordo di queste si riaffaccia spontaneamente.
Questi metodi ci illuminano anche sul modo come vengono integrate le esperienze, che il dott. Jinarajadasa in queste pagine mirabilmente illustra: ogni esperienza, una volta rimossa, esercita la sua influenza sul nostro modo di agire, di sentire e di pensare, determinando automatismi, la memoria organica, le inclinazioni, le avversioni, le facoltà o attitudini ecc...
Tutti noi, quindi, ricordiamo le nostre passate esistenze con il nostro vivere, reagire e sentire e perciò, se vogliamo risalire nella memoria, dobbiamo cominciare ad osservare il nostro tipico modo di comportarci, specialmente nelle circostanze nuove ed eccezionali, scoprendo i nessi causali che determinarono tali automatismi.
Il problema più arduo da risolvere consiste, tuttavia, nella scoperta della relazione che esiste fra l'entità animica e la cellula germinale che svilupperà l'uomo futuro, come l'albero dal seme.
Per risolvere questo problema, la scienza attuale attende ancora il nuovo Darwin!
Uno dei più grandi biologi moderni, il già citato Thomson, nella sua opera sull'ereditarietà, in base alle sue numerose esperienze, conclude: " ... una cellula germinale è un'unità vivente ... che indubbiamente possiede il suo lato psichico misterioso ... che può manifestare esperienze personali..."
Tale esplicita affermazione risulta tanto più importante sapendo che i 46 cromosomi (23 maschili e 23 femminili) possono dare origine a ben 70 miliardi di possibili individui diversi (per l'esattezza 68.719.476.736) potenzialmente contenuti in ogni coppia umana; ed ogni cellula germinale riassume tutta la storia biologica della razza umana e dei regni precedenti (cfr. McClung) e contiene potenzialmente ogni futuro possibile sviluppo.
La riapparizione, quindi, di un'identica personalità a distanza di tempo non è dovuta al caso, perché si tratta del verificarsi di un evento su 70 miliardi di casi possibili.
Edoardo Fratina
Segretario Generale della Società Teosofica Italiana
Pagine 128, € 8.50

