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Approfondimento: Curarsi con le pietre

estratto dal capitolo I del libro Che salute di Ferro
Fonte: Redazione
28/10/2009

Come curarsi con le pietre: un po' di storia

Pietre che guariscono

Curarsi con le pietre, cristalloterapiaL’accento sull’importanza del ruolo svolto dai minerali all’interno dell’organismo non è una novità. L’uso terapeutico di pietre e minerali risale infatti a molto tempo fa.

Nell’antichità, le pietre preziose non erano considerate soltanto un ornamento: erano utilizzate come simboli religiosi, ma anche per preservare la salute e per curare le malattie. Per uso esterno, si applicavano semplicemente sulla parte interessata, mentre per uso interno si somministravano sotto forma di polvere per via orale (attenzione: questo metodo è sconsigliato e può essere pericoloso) oppure si lasciava la pietra a bagno nell’acqua che poi si assumeva. Si poteva anche far bere al malato dell’acqua contenuta in un recipiente intagliato nella pietra indicata al suo stato.

Si trova traccia di pietre usate a scopo medico nella farmacopea assiro-caldea, egizia, indiana e cinese. In quest’ultima, si può citare l’uso dell’allume per trattare i meridiani del Polmone e dell’Intestino Crasso, dell’orpimento per il meridiano del Fegato, dell’argilla rossa per il trattamento della dissenteria e della diarrea ecc.

Seimila anni prima di Cristo, i sacerdoti caldei facevano portare ai malati delle placche di metallo secondo corrispondenze planetarie tra il metallo stesso e l’organo interessato.

Tremila e seicento anni fa, Melampo di Argo restituiva a Ifido, re di Argo, la sua virilità perduta facendogli bere una coppa di vino nel quale aveva lasciato a macerare un pezzo di ferro. In qualche maniera, un’oligoterapia ante litteram. Gli esempi di questo tipo si moltiplicano in tutte le antiche civiltà.

Nel Medioevo si faceva ricorso alla dottrina della “segnatura” (analogia) per individuare il minerale o la pietra preziosa più indicata per il paziente. Perciò l’ossidiana era indicata per l’ossatura, il rubino invece per il cuore, così come l’oro, metallo solare per eccellenza. Secondo Marbodius (vescovo dell’XI secolo), il diaspro aiuta le donne incinta, l’agata restituisce la vista a chi la indossa, lo smeraldo calma le passioni e i disturbi epatobiliari, il rubino rende gioiosi, l’ametista si rivela salutare per il cervello (soprattutto dopo un abuso di libagioni!) e il calcedonio guarisce da certi deliri! Tutto ciò potrebbe illuminare con una luce diversa la scelta delle pietre che indossiamo.

Tutte le tecniche per curarsi con le pietre in Che Salute di Ferro!

Copertina libro: Che salute di ferro!

Marie-France Muller

Che salute di ferro!

Con i minerali colloidali e gli oligoelementi

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