PARTE 1
Il primo requisito per percorrere il Sentiero è il discernimento, cioè la capacità di distinguere tra il reale e l’irreale, che conduce gli uomini ad entrare sul Sentiero. Il discernimento, però, deve essere praticato non solo all’inizio del Sentiero, ma a ciascun passo, ogni giorno fino alla fine.
Chi entra nel Sentiero ha imparato che soltanto su di esso si trovano quelle cose, che meritano di essere conseguite.
Gli uomini che non sanno lavorano per acquistare ricchezze e potere; ma queste durano al più una sola vita e perciò sono irreali.
Ci sono delle cose più grandi di queste, cose reali e durature e, non appena le avrai viste, non desidererai più le altre.
In tutto il mondo, esistono soltanto due specie di uomini: quelli che sanno e quelli che
non sanno, e ciò che conta è proprio questa conoscenza.
La religione che un uomo professa, la razza a cui appartiene non sono cose importanti; quello che veramente importa è la conoscenza del Piano di Dio per gli uomini e questo Piano è l’Evoluzione.
Una volta che l’uomo ha visto questo Piano e lo conosce veramente, non può fare a meno di lavorare per esso, poiché è tanto glorioso, tanto bello.
Così, poiché sa, egli si schiera dalla parte di Dio e diventa un sostenitore del bene e un oppositore del male, lavora per l’Evoluzione e non per il proprio interesse.
Chi è dalla parte di Dio è uno di noi, e non importa se si professa indù o buddhista, cristiano o maomettano, se è indiano o inglese, cinese o russo.
Quelli che sono dalla Sua parte sanno perché sono qua e che cosa devono fare, e cercano di farlo; tutti gli altri non sanno ancora che cosa devono fare e, di conseguenza, spesso agiscono stoltamente e cercano di fare cose che credono potranno arrecare loro piacere, non rendendosi conto che tutti siamo Uno e che, perciò, soltanto quello che l’Uno vuole può, in realtà, essere piacevole per ognuno.
Fino a che non hanno imparato a distinguere e non si sono ancora schierati dalla parte di Dio, essi seguono l’irreale invece del reale: perciò il discernimento è il primo passo.
Anche dopo che la scelta è stata fatta, però, bisogna ricordare che tra il reale e l’irreale ci sono molte possibilità e che bisogna ancora distinguere tra il bene e il male, tra ciò che ha importanza e ciò che non ne ha, tra l’utile e l’inutile, tra il vero e il falso, tra l’egoistico e il disinteressato.
La scelta tra il bene e il male non dovrebbe essere difficile, perché quelli che vogliono seguire il Maestro hanno deciso di fare il bene ad ogni costo, anche se il corpo e l’uomo sono due cose differenti, e ciò che l’uomo vuole non è sempre quello che il corpo desidera.
Quando il tuo corpo desidera qualche cosa, fermati e domandati se tu veramente desideri quella cosa.
Perché tu sei Dio, e vuoi soltanto quello che Dio vuole.
Perché questo avvenga, è necessario che tu ricerchi nelle profondità del tuo essere per trovare Dio in te stesso e per udire la Sua voce che è la tua voce.
Non confondere i tuoi corpi con te stesso: né il corpo fisico, né quello astrale, né il mentale. Ciascuno di questi pretenderà di essere il Sé, per ottenere quanto desidera. Tu, invece, devi conoscerli tutti e conoscere te stesso quale loro padrone.
Quando c’è un lavoro da compiere, il corpo fisico vuole riposare, andare a passeggio, mangiare e bere; e l’uomo che non sa dice a se stesso:
«Io voglio fare queste cose e devo farle».
Ma il saggio dice: «Chi desidera non sono io, e bisogna che aspetti un poco».
Spesso, quando si presenta l’occasione di aiutare qualcuno, il corpo suggerisce subito: «Quanta fatica sarà per me, lasciamo che lo faccia qualcun altro!».
Ma l’uomo risponde al suo corpo: «Tu non mi ostacolerai nel compiere un’opera buona!».
Il corpo è un animale al tuo servizio, è il destriero sul quale cavalchi. Perciò trattalo bene e abbine cura! Non strapazzarlo, nutrilo opportunamente, soltanto con cibi e bevande puri, mantienilo sempre scrupolosamente pulito, libero dalla più piccola macchia di sudiciume.
Perché, senza la perfetta pulizia e la perfetta salute del corpo, non potrai compiere l’arduo lavoro di preparazione, non potrai sopportare lo sforzo incessante che esso richiede.
Ma devi sempre essere tu che padroneggi quel corpo e non il contrario. Il corpo astrale ha i suoi desideri, in grande quantità: vuole che tu vada in collera, che
tu dica parole violente, che tu sia geloso, avido di denaro, invidioso della roba altrui, che ti lasci sopraffare dallo sconforto. Esso desidera tutte queste cose e molte altre ancora, non perché voglia farti del male, ma perché ama le vibrazioni violente e gli piace cambiarle continuamente.
Ma tu non vuoi nulla di tutto ciò e, perciò, devi discernere tra i tuoi bisogni e quelli del tuo corpo. Il tuo corpo mentale desidera considerarsi orgogliosamente separato dagli altri, pensare molto a sé e poco al prossimo. Anche quando tu l’abbia distolto dagli interessi mondani, esso cercherà ancora di essere egoisticamente calcolatore e di farti pensare al tuo interesse anziché al lavoro del Maestro e all’aiuto da dare agli altri.
Quando mediti, cercherà di farti pensare alle molte e diverse cose che esso desidera, anziché all’unica cosa che tu vuoi!
Ma tu non sei questa mente: essa è tua perché tu te ne serva, e anche in questo è necessario il discernimento.
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