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Approfondimento: Endorfine e risata

Fonte: Redazione
28/10/2008
Endorfine e risata

Grazie alle Endorfine vari ricercatori moderni hanno riscoperto qualcosa che i nostri nonni sapevano già: ridere fa bene alla salute! Però, non soltanto ridere, ma anche prendere le cose con buon umore, positivamente, senza proiettare la nostra negatività: tutto questo aiuta a vivere la vita con maggiore pienezza.

È conosciuto il caso di un importante manager di New York che, dopo aver saputo di essere condannato a morte per un cancro irreversibile, decise di passare i suoi ultimi giorni con la donna che amava in un buon hotel, proiettandosi in TV tutte le pellicole dei fratelli Marx. L’effetto di tutte queste cose, e soprattutto le scorpacciate di risate che si fecero con le avventure di Groucho, Harpo e Chico furono stupefacenti: non solo non morì nella data prevista dal suo medico ma, dopo una settimana, il cancro era scomparso come per miracolo.
Si era curato con le risate!

Tutti abbiamo potuto provare come le risate facciano si che dimentichiamo le preoccupazioni ed i problemi ed affrontiamo l’esistenza più positivamente.
Tutti i popoli perseguitati hanno sviluppato un senso dello humour speciale che, senza dubbio, li ha aiutati a sopportare la persecuzione.

Se ci troviamo di fronte una persona depressa, più che dotti consigli o pertinenti spiegazioni di ciò che le sta succedendo, ciò che può aiutarla realmente è che riusciamo a farla ridere! Lo humour ha un qualcosa di essenzialmente irrazionale e l’irrazionale ci aiuta a sbloccarci psicologicamente.

Gli studi attuali non sono definitivi, però suggeriscono l’idea che ci sia una stretta relazione tra le risate e le endorfine. Per cominciare, il fatto di ridere con una certa frequenza produce un certo rilassamento che, come abbiamo visto, favorisce la produzione di endorfine. Altri effetti, che possiamo attribuire ad esse in seguito alle risate, sono un rapido miglioramento nelle malattie, un sicuro effetto antidepressivo e un più facile mantenimento della salute.

Un’attitudine positiva, con un po’di humour nei confronti della vita implica una biochimica equilibrata, che fa sì, che le nostre ghiandole secernano correttamente gli ormoni che devono secernere.
Con ciò noi ci ritroviamo con un tasso normale di endorfine nel corpo e, logicamente, di difese e di capacità di sensazione di felicità.

Un trattamento sorprendentemente efficace contro il dolore è la “risata a scroscio”,…la sghignazzata! A parte le endorfine, un gran numero di sostanze cerebrali vengono indotte dall’atto del ridere. Un semplice sorriso emette un’informazione che fa si che il cervello emetta endorfine. Si tratta di un meccanismo simile a quello che ci fa secernere un succo gastrico soltanto con l’annusare il nostro piatto preferito.

Fare scherzi o dire spiritosaggini, vedere un film comico o leggere un buon libro pieno di sano humour inglese possono essere degli eccellenti farmaci per il nostro corpo ed il nostro spirito.
E senza effetti secondari!

È qualcosa che tutti i maestri zen sanno bene. Come lo sbadiglio, la risata è terribilmente curativa! Tutti i veri maestri spirituali sono dotati di un raffinato senso dello humour e molti dei loro insegnamenti non mancano di un aspetto umoristico.
Le storie sufi o le favole taoiste ce lo provano. Per essere felici dobbiamo saperci collocare al di sopra di questa illusione che chiamiamo realtà!
Dobbiamo essere al di sopra delle vicissitudini del destino, e il senso dello humour, del grottesco, del ridicolo ci aiuterà moltissimo.

Un antico insegnamento zen ci propone il seguente esercizio: mettiti in un atteggiamento di meditazione. Rifletti circa la gravità di ogni istante: ogni secondo che passa è un passo in più verso l’inevitabile morte, è come un granello di sabbia che è caduto nella parte inferiore della clessidra e che non servirà più a nulla! Mentre il sangue circola nelle vene, la vita se ne sta andando: vivere è morire poco a poco! Ogni secondo che passa muoiono molti bambini nel mondo, un banchiere è rovinato e appare un nuovo virus. Tutto è molto drammatico, tutto è molto importante. Vivi la gravità della situazione.
Ma, subito dopo… ridi! Ridi a crepapelle, perché tutto è uno scherzo! Ogni momento della tua vita è come la scena di una commedia, soltanto che molte volte tu non sei fra quelli che ridono!


Però, adesso puoi ridere, perché è l’unica cosa intelligente che si può fare!

Se si riesce ad affrontarla come si deve, la vita è un fluire costante di piacere e di allegria, una nascita perpetua.
Niente è eterno e, al tempo stesso, tutto lo é; niente é irremovibile, niente è stabile. Come nel mito di Sisifo, la pietra finisce sempre per cadere; non vale la pena di sforzarsi tanto.
Ridete, ridete a crepapelle, perché non c’è niente di meglio che possiate fare!

Cercate di sviluppare la capacità, che posseggono tutti gli esseri umani, di vedere le due facce della moneta. Sappiate vedere la verità nella menzogna, il bene nel male, l’opportunità che immancabilmente si trova in qualunque difficoltà.
Tutto ciò che, a prima vista, sembra negativo ha il suo lato positivo. Non commettete l’errore di giudicare troppo presto e superficialmente ciò che succede o le persone che si incontrano.
Approfondite sempre tutto.

LA NEGATIVITÀ E LE ENDORFINE

Abbiamo appena visto che un’attitudine positiva e umoristica nei confronti della vita aiuta a far sì che il nostro organismo crei endorfine, però succede anche il contrario. Un’attitudine negativa, pessimistica, cinica, ne blocca il sistema di secrezione.
La depressione è un male del nostro tempo, è un qualcosa che pregiudica seriamente la salute: inibisce la fabbricazione di endorfine e pregiudica la loro circolazione nel nostro organismo.

Tutte le religioni, tutte le filosofie e le tecniche di auto-realizzazione insistono sul fatto che, per raggiungere un risultato ed essere felici in questa vita, conviene essere positivi e affrontarla con humour e dinamismo.

Esse ci insegnano che chi è negativo proietta la propria negatività su tutto ciò che gli gira intorno, incluso soprattutto quel che deve succedere!
Se l’uomo non è responsabile del proprio destino al cento per cento, lo è almeno nella percentuale in cui la sua attitudine, nei confronti della vita, prende il destino del colore che predomina in essa.

Per quelli che vedono rosa, la vita sarà di colore rosa e per quelli che vedono tutto nero, la vita sarà oscura e tenebrosa.
Non è necessario che sviluppiamo eccessivamente questo punto sviluppando una complessa teoria per cui la negatività corrisponde al male.
il libro Endorfine non vuol essere un testo moralistico, bensì di divulgazione scientifica, anche se espressa nei termini più facili possibile.

Ricordiamoci semplicemente che la nostra attitudine mentale svolge un ruolo decisivo nella produzione di endorfine, la droga della felicità!

Se abbiamo dei cattivi pensieri, se abbiamo idee ciniche e pessimistiche, stiamo inviando al nostro cervello un’informazione che sarà decodificata e associata ai momenti in cui noi siamo stati male.
Nello stesso modo in cui nei momenti belli fabbrichiamo endorfine, in quelli brutti queste si riducono.
Detto in altro modo: lo stesso meccanismo che aiuta la secrezione di endorfine, utilizzato alla rovescia, può sciupare i migliori momenti della nostra esistenza.
Sinceramente, non ne vale la pena!

Ma la depressione può comparire dopo un avvenimento esterno sgradevole: quando perdiamo una persona cara o svanisce un qualcosa in cui avevamo riposto le nostre speranze… compare la depressione. Lo shock emotivo ha fatto diminuire repentinamente l’apporto di endorfine nel sangue.

Quando ci sentiamo depressi, dobbiamo pensare che non stiamo funzionando normalmente.
Per una ragione o per l’altra, che ci conviene considerare il più lucidamente possibile, la nostra capacità di secrezione delle endorfine si è ridotta momentaneamente.

È importante renderci conto di una cosa: che si tratta di un fenomeno temporaneo, passeggero, come le nubi che nel cielo oscurano il sole: senza alcun dubbio domani saranno scomparse.

Dobbiamo, inoltre, essere coscienti del fatto che l’uscire dalla depressione non è un qualcosa che si trova fuori di noi, bensì risiede nella nostra capacità di reagire ad essa producendo endorfine sufficienti per raggiungere di nuovo l’equilibrio perduto. Se tentiamo di evadere, cosa a volte lecita, facciamolo, ma non mediante alcool o droga: il rimedio sarebbe peggiore del male!

Andiamo a vedere un film d’avventura o una buona commedia, che ci può aiutare a dimenticare noi stessi; cerchiamo la compagnia di un caro amico che ci comprende e con il quale possiamo aprirci e confidarci senza problemi.
Molte volte la depressione non è altro che una reazione al nostro modo di vivere, con le sue convenzioni e la sua ipocrisia. Essere franchi, lasciarsi andare ogni tanto, coscientemente e al di fuori delle rigide convenzioni imposte dalla società, non solo è curativo ma può servire persino come profilassi.

Ricordiamo i momenti felici, rifugiamoci in essi!

Se l’essere umano è dotato di una facoltà prodigiosa chiamata “memoria”, approfittiamone!
La depressione è una limitazione, una frustrazione. Quando siamo depressi ci sentiamo limitati, frustrati, in contraddizione. Per combattere la depressione per prima cosa dobbiamo aggrapparci a noi stessi, ma non con l’alcool o il tabacco.

Anche se è dura e dolorosa all’inizio, l’introspezione è il metodo che dà i migliori risultati.
Non inganniamoci, almeno noi!, vediamoci così come siamo. Accettiamoci e amiamoci, non incolpiamoci! Indaghiamo sul perché ci piacciono certe cose di noi stessi, analizziamo seriamente i nostri difetti e, alla fine, potremo constatare che non sono che l’altro lato della moneta delle nostre virtù. Se possiamo correggerci in qualcosa, facciamolo; il solo fatto di aver tentato sarà molto più appagante di qualsiasi droga, e molto meno costoso!

Non tentiamo nemmeno di combattere la depressione con gli antidepressivi! Giocare con il nostro cervello, allo stato attuale delle nostre conoscenze, è come pretendere di aggiustare un orologio senza essere orologiaio.

Ciò che accade più frequentemente è che, alla fine, non sapremo cosa fare con i pezzi e il meccanismo funzionerà ancor peggio che all’inizio. Soprattutto, non giochiamo mai agli apprendisti stregoni…, ma autocurandoci!
Le cosiddette droghe antidepressive hanno, di solito, alcuni indesiderabili effetti collaterali, la maggior parte delle volte imprevedibili, che dipendono in gran parte dalla persona a cui sono somministrate.

Possiamo paragonare la depressione a un lago.
Se le sue acque si muovono e fluiscono normalmente saranno sempre più o meno pulite e piene di pesci.
Ciononostante, se sono stagnanti e torbide, i pesci periranno e anche le stesse acque moriranno!
Con la depressione succede qualcosa di simile. Potremmo dire che essa ha origine in un ristagno biochimico presente nel nostro organismo. Gli scienziati hanno osservato che il ristagno parasimpatico sembra rafforzi l’abitudine alla depressione.

Dobbiamo quindi considerare due fattori: quello di ingresso e quello d’uscita.

Effettivamente, il lago può ristagnare se non gli arrivano, con piogge o fiumi, nuove acque. È la depressione per mancanza di stimoli.D’altra parte, il lago può ristagnare perché le sue acque non fluiscono verso il mare: è la depressione da blocco, perché ci richiudiamo troppo in noi stessi.Ci sentiamo allora limitati, frustrati.
Nel primo caso siamo in presenza di una carenza di endorfine, mentre nel secondo caso ci troviamo davanti ad un eccesso delle stesse.

Alcuni autori consigliano, in questo caso, di. fare dei massaggi a qualcuno o di accarezzare il proprio cane. Nel primo caso, invece, è meglio se siamo noi ad essere massaggiati.
La vita è un regalo troppo prezioso per sprecarla e non viverla pienamente!
Le contrarietà che possono sorgere non sono lì per affondarci bensì per spronarci a superarle!

Superare un ostacolo non è solo un qualcosa di eccitante o di gratificante, come ottenere un premio o battere un record: ora sappiamo che è qualcosa che stimola nel nostro organismo la secrezione di endorfine.

Copertina libro: Endorfine

Jack Lawson

Endorfine

Gli ormoni della felicità

La felicità non è qualcosa di vago e impreciso, una sensazione nebulosa e poco concreta, ma l’effetto di un flusso corretto di endorfine...

Pagine 128, € 9.50

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