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Approfondimento: Khalil Gibran, uno dei più grandi mistici dell'occidente

l'autore de Il Profeta e il suo singolare misticismo
Fonte: Redazione
30/03/2010

Mistici dell'Occidente San FrancescoAnnoverare Gibran tra i più grandi mistici dell'occidente è sicuramente corretto da un punto di vista biografico e geografico. Le origini Libanesi dell'autore de Il Profeta, e il suo successivo trasferimento negli Stati Uniti e in Europa non possono che condurre a questa conclusione.

La grandezza di Gibran sta però nel fatto di aver superato questo apparente limite culturale, e di riuscire a fondere in un meta misticismo tutte le culture, religioni, forme d'arte con cui è entrato in contatto nella sua variegatissima carriera.

La sua capacità di rompere schemi di pensiero incancreniti, di liberare la forza dell'intuizione più seminale, lo ha avvicinato ai giovani di tutto il mondo. Il senso di libertà che si prova ascoltando le parole del Profeta è, d'altra parte, quanto di più vicino alla "saggezza dal piede leggero" di cui parla Nietzsche, alla creatività, alla sicurezza genuina e anche un po' ingenuamente irriverente tipica della disposizione d'animo delle persone più giovani.

L'esperienza del Mistico non è diversa da quella di ciascuno di noi quando, in perfetta armonia con la nostra essenza, rendiamo nullo il momento della mediazione tra illuminazione e gesto illuminato. Il Mistico entra in piena sintonia con l'origine della sua luce interiore e non ha alcun bisogno di scambio dialettico col mondo esteriore, anzi proprio la sua azione immediata è la luce che permette al resto dell'esistente di sperimentare direttamente la verità.

Allo stesso modo Almustafa, il Profeta, non mette in discussione la propria partenza dal paese di Orfalese "Il mare che chiama a sè ogni cosa mi chiama, e io devo imbarcarmi. poiché se resto, nonostante brucino le ore della notte, io sarò ghiaccio e cristallo, costretto in uno stampo." Il problema per Almustafa non è se partire o meno, è il come farlo. Come lasciarsi alle spalle un pezzo di vita, compreso il dolore dell'abbandono, suo per i suoi compaesani, e dei suoi compaesani per lui? Da qui nasce l'idea di rispondere alle domande dei cittadini di Orfalese al momento del commiato.

Ma questa è già arte, è già vita, è già ricchezza, è già verità. La comunicazione del gesto non priva certo il gesto di Almustafa del suo valore assoluto: la decisione della partenza. L'illuminazione della decisione da prendere, a prescindere da tutto e tutti.

Come tutti i grandi mistici dell'occidente o dell'oriente che siano, al pari di San Francesco così come del profeta Abdu'l-Bahá, anche Almustafa ha quindi il non-problema della comprensione da parte degli altri esseri umani. Nel caso del mistico Cristiano è emblematico il fatto che la mitologia lo volesse molto più capace di parlare agli animali che non agli uomini, disegnando un contesto comunicativo che fa dell'immediatezza la sua grammatica.

Quando questa spontaneità e immediatezza viene colta da altri umani si compie il miracolo del mistico, per definizione vivente nello stato di estasi, esperienza diretta ed esclusiva del sacro, dell'essenza, del vero.

Forse Gibran, attraverso le parole di Almustafa, il Profeta, è riuscito a comunicare la propria illuminazione creando quel piccolo miracolo che ha reso i lettori di tutto il mondo maggiormente coscienti del potere della libertà e del scegliere senza paure la propria strada.

Copertina libro: Il Profeta
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