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Approfondimento: Igiene intestinale, l'apparato digerente e sue malattie

nozioni mediche per avere cura del nostro colon
Fonte: Redazione
01/08/2008
Igiene intestinale, l'apparato digerente e sue malattie


leggi igiene intestinale la salute s'impara! e igiene intestinale, storia di benessere

parte 3

APPARATO DIGERENTE


L’intestino crasso, o colon, rappresenta l’ultima parte del sistema digestivo, che comprende anche la bocca, l’esofago, lo stomaco e l’intestino tenue.
Questo tubo flessibile (lungo 1,50 mt. con un diametro da 3 a 8 cm.) circonda l’intestino tenue ed è composto da diverse parti:

  1. il cieco, alla congiunzione dell’intestino tenue con il colon. Una separazione, la valvola ileo-cecale, impedisce alle sostanze di rifiuto di ritornare nell’intestino tenue.
  2. l’appendice è annessa al cieco. Lunga da 2 a 20 cm., con un diametro di un cm., fa parte del sistema immunologico di difesa dell’organismo.
  3. il colon ascendente risale sul fianco destro dell’addome e si ferma sotto il fegato, con una curva di 90 gradi.
  4. il colon trasverso si abbassa leggermente, passa sotto l’ombelico e raggiunge il fianco sinistro, dove inizia la seconda curva a 90 gradi.
  5. il colon discendente lungo il fianco sinistro, fino all’altezza della cresta iliaca, dove si piega a gomito in direzione del centro, divenendo il colon sigmoide.
  6. il retto è la parte terminale del colon e si situa nella cavità del sacro. Sbocca all’esterno con l’ano.

SCHEMA DELLA POSIZIONE DEGLI ORGANI CHE OCCUPANO LA CAVITÀ ADDOMINALE


Tratto da “TAVOLE DI ANATOMIA UMANA” Giunti Bemporad Marzocco - 1969


Prima di arrivare nel colon, gli alimenti seguono diverse tappe digestive. Prima c’è una pre-digestione, che avviene nella bocca tramite la ptialina (è un succo digestivo che pre-digerisce gli amidi: cereali, patate, pane), poi questa poltiglia passa nello stomaco, dove subisce l’azione dei succhi digestivi (digestione soprattutto delle proteine) e raggiunge infine l’intestino tenue per la fase terminale della digestione.
Il colon è un organo escretore, dunque non secerne succhi digestivi. La sua funzione principale è quella di portare verso l’esterno tutte le sostanze che non sono assimilabili dall’organismo.


Il bolo alimentare, detto chimo durante il suo passaggio nello stomaco, poi chilo quando attraversa l’intestino tenue, diventa bolo fecale al suo arrivo nel cieco. In tutto passano una ventina di ore da quando un alimento viene ingerito a quando viene evacuato tramite le feci.
Il bolo fecale in origine è liquido. Durante il suo percorso lungo il colon, una parte dell’acqua che lo costituisce è riassorbita; quindi, le materie fecali, restando nel colon, si induriscono.
Dice la dottoressa Kousmine:


“Il meccanismo di concentrazione delle feci è di una precisione incredibile. Perché le feci abbiano una consistenza normale, l’86% dell’acqua dev’essere riassorbita. Se viene riassorbito l’88% sono troppo dure, se è l’82% sono troppo fluide.”

Il transito intestinale, che permette di veicolare le sostanze di rifiuto all’esterno dell’organismo, dipende dalle contrazioni muscolari della parete del colon e dal volume del bolo fecale.
Il colon, tuttavia, non è solo un tubo escretore, anche se questa funzione rappresenta già una pesante responsabilità nei confronti della salute di tutto l’organismo. Inoltre, ospita una flora microbica che assolve numerosi compiti indispensabili.

Questi batteri digeriscono una parte della cellulosa (fibre vegetali su cui i succhi digestivi non hanno effetto) trasformandola in glucosio assimilabile.
Sintetizzano anche delle vitamine (del gruppo B e K) e distruggono i microbi e i batteri patogeni.


André Passebecq chiarisce:
“La flora intestinale è nell’individuo, in un dato momento, lo specchio della sua salute fisica e psicologica. Qualsiasi alterazione di questa microflora segnala una perturbazione nelle condizioni di vita e un orientamento verso stati patologici più o meno gravi.”

Dovremmo “andare di corpo” almeno una volta al giorno.
Le feci normali pesano da 100 a 150 grammi, sono di colore bruno (salvo se sono stati ingeriti alimenti tipo gli spinaci, i mirtilli, le barbabietole rosse, ecc. ...); con poco odore, non dovrebbero sporcare l’ano.


Secondo la dottoressa Kousmine:

“Delle feci normali sono formate principalmente dalla desquamazione dell’epitelio intestinale, da una massa più o meno importante di batteri, da sostanze di cui l’organismo si libera tramite la bile, il succo pancreatico e l’escrezione attraverso la mucosa intestinale.
Contengono, inoltre, delle fibre vegetali formate da cellulosa molto resistente all’azione dei batteri. Sono omogenee, salvo per le parti vegetali dure e non commestibili, come la buccia degli acini, delle mandorle, scarti vegetali mal masticati, ecc. ..."

MALATTIE DEL COLON


Un’alimentazione sbagliata danneggia il funzionamento dell’intestino crasso. Dapprima appaiono delle malattie “acute” (tipo diarrea, colite), che hanno lo scopo di eliminare l’eccesso di tossine. L’infiammazione delle mucose del colon è spesso dovuta all’irritazione provocata da detriti duri, che vi si strofinano e vi si incollano, e alle fermentazioni e putrefazione generate dalla stagnazione delle feci.


Se le cause delle perturbazione non vengono corrette, le malattie “acute” fanno posto a malattie “croniche” (tipo stitichezza, cancro del colon, ecc. ...). Più le malattie del colon persistono e si aggravano più le pareti si permealizzano, lasciando quindi passare delle sostanze tossiche che, tramite il sangue, vanno ad inquinare gli altri organi, indebolendoli a loro volta.


Secondo uno studio scandinavo del 1982, il reumatismo articolare potrebbe essere provocato da una flora intestinale difettosa. Il dr. Carton afferma:

“Bisogna mettersi bene in testa l’idea che tutto ciò che non fuoriesce bene e facilmente per via intestinale resta in circolazione nel plasma, intossica e cerca di farsi luce attraverso le uscite di soccorso, cioè gli altri organi emuntori.
La maggior parte delle malattie della pelle, dei reni, delle infiammazioni acute del polmone, della gola, del naso, degli occhi, delle orecchie, ecc. ..., provengono come prima causa da impurità umorali, che abbiamo accumulato in noi con errori igienici e, in seguito, dall’insufficiente eliminazione dalla porta principale: l’intestino.”

Appendicite


L’appendice è composta da tessuti di difesa, i tessuti linfoidi (le cui cellule secernono degli anticorpi che attaccano i microrganismi pericolosi). Perciò l’appendice si irrita molto in fretta e si può, dunque, infiammare.
Possono provocare l’appendicite l’assunzione di corpi estranei (come i noccioli dei frutti, ad esempio) o l’irritazione provocata dalle tossine che ristagnano nel colon.
Per il dr. Bircher-Benner: “Questa infiammazione è quasi sempre la conseguenza di un’irritazione dell’intestino crasso, della putrefazione e della stitichezza provocata da una cattiva alimentazione.”

Cancro del colon


Questa malattia è il risultato di un’alimentazione e di un modo di vita sbagliato, fonte di tossine.
A forza di essere irritate dai detriti che vi soggiornano, le mucose del colon degenerano fino allo stadio cancerogeno.
Molti studi clinici hanno dimostrato, in particolare, che la causa principale del cancro del colon è un’alimentazione ricca di prodotti animali e povera di fibre vegetali.

Colite


L’irritazione permanente del colon, a causa delle tossine che vi ristagnano, provoca l’infiammazione delle pareti, la colite. Si può localizzare in diverse parti del colon e manifestarsi lasciando delle tracce di sangue e del pus nelle feci.
Se questa irritazione si prolunga, le pareti del colon si induriscono, si ulcerano, poi si necrotizzano e preparano così un terreno favorevole al cancro.
La colite può essere provocata da medicine, soprattutto dagli antibiotici.

Diarrea


La diarrea è caratterizzata da evacuazioni numerose e rapide di feci liquide. Può presentarsi sotto diverse forme, ma la causa è sempre la stessa. È un meccanismo di difesa dell’organismo per eliminare in un colpo solo un eccesso di tossine che si trovano nel colon, irritandone le pareti.
Le cause principali sono:

1. sovraccarico alimentare,
2. alimenti non perfettamente digeriti,
3. assunzione di medicinali aggressivi (la maggior parte dei lassativi irritano l’intestino),
4. putrefazione e fermentazione dovute a combinazioni alimentari sbagliate.


Spiega Eric Nigelle:
“Se le feci hanno una consistenza leggermente vischiosa e di colore giallo rossastro, è l’intestino tenue che è irritato.
Se sono brunastre si tratta del colon sinistro; infine, le fermentazioni del cieco provocano delle feci spumose, acide e giallastre. Le feci diarroiche verdi sono tipiche dei lattanti.”


Se la diarrea persiste, l’irritazione del colon si aggrava e il problema si può trasformare in colite.
Diarree occasionali appaiono in seguito a un grave choc, uno spavento improvviso o uno stato di ansietà ...

Diverticoli


I diverticoli sono delle piccole ernie all’interno del colon, dove si vanno a depositare tossine e detriti fecali.
Possono preparare un terreno cancerogeno.


Emorroidi


Le emorroidi corrispondono ad una dilatazione delle vene del retto e dell’ano. Questo stato si può aggravare e le vene possono diventare il focolaio di una infiammazione.
Le emorroidi sono accompagnate da emorragie e da dolori intensi.
All’origine di questo disturbo c’è spesso la stitichezza.
Infatti, il sangue venoso (carico di eccesso di tossine) stagna nella regione del colon. Questo sovraccarico, a lungo andare, provoca una dilatazione delle pareti venose.

Fessure e fistole anali


Quando nella massa fecale la quantità delle sostanze tossiche e irritanti è enorme, esse finiscono per irritare e tagliare la fragile mucosa, con un contatto permanente e soprattutto al momento dell’espulsione.
La fessura è un’ulcerazione stretta, che si instaura tra le pieghe dell’ano.
La fistola è un piccolo ascesso.
La fessura è molto dolorosa, causa spasmi dell’ano, mentre la fistola non si fa quasi notare, se non per qualche traccia di pus.
Questi due disturbi costituiscono spesso una complicazione delle emorroidi.

Flatulenze


Le flatulenze (gas) non sono una malattia, sono piuttosto un sintomo. Sono il risultato di putrefazione e fermentazioni prodotte da una cattiva digestione degli alimenti e accompagnano diverse affezioni come la stitichezza, la diarrea e la colite.
L’alterazione della flora intestinale è spesso all’origine delle flatulenze, ma possono anche esserne la causa il nervosismo e l’aerofagia.

Il Dr. Bircher-Benner afferma che: “Errori di nutrizione prolungati per anni, un’alimentazione con un apporto continuo di spezie, molto sale, caffè, fritti, dolci, ma soprattutto l’alcool, la nicotina e un esercizio fisico insufficiente, con la circolazione sanguigna degli organi addominali difettosa, tutto ciò è alla base delle flatulenze.”

Occlusione intestinale


Disturbo molto grave, l’occlusione intestinale è estremamente dolorosa e fatale se non si pratica in tempo l’operazione. Le materie contenute nell’intestino sono bloccate a causa di una paralisi dell’intestino stesso, di uno strangolamento delle pareti o anche dell’otturazione dovuta ad un corpo estraneo.

Parassiti intestinali


Sono numerosi e provengono spesso da alimenti avariati; ma un colon indebolito e ingombro di rifiuti è un terreno molto propizio anche per la proliferazione dei vermi intestinali. Essi hanno la particolarità di nutrirsi del contenuto intestinale, provocando così un disturbo che si manifesta con diarree, coliti e molti altri disturbi organici (come emicranie, nausee, fatica, nervosismo).
L’individuo portatore di parassiti intestinali si sente più irritabile, collerico e subisce molteplici perturbazioni nervose.
A proposito di questi parassiti, essi rubano all’individuo una parte del nutrimento, secernono veleni pericolosi per l’organismo e il suo sistema nervoso, irritano e ledono le mucose enteriche fino a provocare delle piccole emorragie che, a lungo andare, rendono anemici.
Bisogna dunque evitarli, impedire che si stabiliscano negli intestini, fermare la loro proliferazione, espellerli il più in fretta Possibile senza danneggiare il sistema digestivo e, infine, medicare, cicatrizzare e fortificare quest’ultimo.

Polipi


I polipi sono dei tumori generalmente benigni, che si fissano nelle cavità, principalmente sulle mucose.

Stitichezza


È una malattia che sembra inoffensiva.
Spesso si tratta dell’impossibilità di andare al gabinetto, ma anche di feci dure e difficili da eliminare. Non sempre si stabilisce un rapporto tra la stitichezza e le emicranie, le nevralgie e addirittura i disturbi nervosi. Nasce però spontanea una domanda: che cosa ne è delle tossine, che soggiornano nel colon in attesa dell’evacuazione?
Esse attraversano la parete intestinale diventando un vero pericolo per l’organismo. Molti casi di cancro hanno come origine una costipazione cronica che dura da 10, 15 o 20 anni.
All’origine della stitichezza ci sono uno o più dei seguenti fattori:

1. mancanza di fibre alimentari (cellulosa),
2. carenza di secrezione biliare,
3. insufficiente idratazione del bolo alimentare,
4. stress quotidiano e esaurimento nervoso
5. atonia dei muscoli addominali.


La diarrea sostituisce poi la stitichezza per lasciarla riapparire dopo qualche giorno e così di seguito.
Una stitichezza prolungata, provocando l’irritazione della mucosa intestinale, può generare una ipersecrezione colica con conseguente sovraidratazione delle feci, dando loro un aspetto liquido. Si arriva così a delle “false diarree”, che sono delle feci inconsistenti, insufficienti e tardive.
Ma, poiché il processo di “cancerizzazione” avviene durante parecchi anni, è possibile intervenire agendo in tempo sulle cause.

COLON E SISTEMA IMMUNITARIO



Il sistema immunitario veglia continuamente per eliminare tutto ciò che è inutile o tossico per il corpo.
Una delle sue parti più attive è il sistema linfoide che, soprattutto nei gangli linfatici, si occupa di reperire, catturare e di fare uscire dal corpo tutte le sostanze indesiderabili.
Tutti i gangli linfatici, che circondano il tubo digestivo, sono collegati gli uni con gli altri; il che chiarisce come un’angina, per esempio, possa essere il segnale di un sovraccarico di tutti i gangli che circondano il colon, l’intestino tenue, lo stomaco e l’esofago.

Numerosissimi studi hanno dimostrato che tutto quello che indebolisce la mucosa intestinale (specialmente l’alcool, i lassativi, il burro, i farmaci chimici) provoca, per il passaggio nel sangue di tossine e di microbi della flora intestinale, un intenso superlavoro per il sistema immunitario che, quando non ce la fa più, finisce per lasciare ristagnare nel corpo delle sostanze che avrebbero dovuto essere eliminate e che provocano, inoltre, delle infezioni, dei tumori e delle sclerosi.

Tutto ciò dimostra che, per preservare la propria immunità, è d’importanza capitale mantenere un’ottima igiene intestinale!


Molte persone, che soffrono di turbe del sistema immunitario, in particolare di tutte le affezioni che sono state raggruppate sotto il nome di “aids”, pensano che il solo mezzo per guarirsi sia quello di prendere dei medicamenti “chimici” ad alta tossicità!


Sono indotte a credere ciò da un folto gruppo di medici indottrinati dall’industria farmaceutica, che proclama: “al di fuori della chimica non c’è salute!”
La cosa più logica sarebbe quella di eliminare, in caso di abbassamento delle funzioni immunitarie, tutto ciò che è “immuno depressore” e cioè: alimenti industriali, tabacco, alcool, caffè (pietà per gli italiani! - N. d. E.), prodotti di origine chimica (alimentari e medicinali), stress e tensioni psichiche, mancanza di esercizio fisico, vestiti in fibre sintetiche, polluzione elettrica, depressione e svalutazione delle proprie possibilità, ecc. ...
Bisogna riempire la propria vita, istante dopo istante, di elementi materiali, emotivi, mentali e spirituali immunostimolanti come alimenti sani, igiene intestinale, progetti e traguardi da raggiungere, controllo delle emozioni, pensiero positivo, meditazione, un minimo di esercizio fisico, una vita secondo natura, ecc. ...
Coloro che hanno scelto di vivere in questo modo hanno aumentato di molto le loro possibilità di guarire, ritrovando la gioia di vivere!

STATO DEL COLON E CONSEGUENZE SULLA SALUTE


“La diagnosi deve fornire il più possibile informazioni sull’aspetto generale interno del colon.
Ciò è d’importanza capitale.
La diagnosi consisterà, dunque, principalmente nello scoprire in quale misura il tubo digerente del paziente sia ingombro di rifiuti.”

Arnold Ehret

Come determinare lo stato di salute del colon?

La radiografia permette di scoprire le anomalie: tumori, polipi, diverticoli, occlusione intestinale, ecc. ..., come pure i “calcoli fecali”, sostanze indurite che aderiscono alle pareti.
Altri metodi possono dare importanti indicazioni agendo dall’esterno.


Ad esempio, l’iridologia è un metodo diagnostico che consiste in un esame della trama dell’iride, una delle localizzazioni della proiezione del corpo insieme alla pianta del piede, le orecchie, il colon, ecc. ...
Macchie, avvallamenti o altre anomalie scoperte sull’iride dell’occhio indicano all’iridologo i diversi problemi di salute di un individuo e i suoi probabili problemi intestinali.

La riflessologia plantare ci fornisce altre utili indicazioni: il corpo è proiettato sulla pianta dei piedi.
Se il colon presenta un problema, la zona corrispondente sulla pianta dei piedi è dolorante, quando vi si esercita una certa pressione.

La fisiognomica studia la forma ed i colori del viso.
Un terapeuta esperto può scoprire, da alcuni segni, se il paziente è affetto da problemi intestinali.

Secondo Irons esiste un modo molto semplice per sapere se un colon lavora normalmente:

“Affinché il nostro colon sia sano, dobbiamo andare di corpo due volte al giorno e avere delle feci di una buona consistenza. Ogni mattina dovremmo eliminare delle feci lunghe da 5 a 10 cm., e più tardi delle feci con un volume diminuito della metà. Dovremmo poter andare in bagno facilmente e immediatamente.
Il colore delle feci varia leggermente, a seconda di quel che abbiamo mangiato. Normalmente, dovrebbero essere di colore bruno.”


È stata accertata anche una relazione tra la localizzazione di un tumore intestinale e alcuni punti deboli dell’organismo.
Per esempio, un cancro all’intestino non si localizza dovunque, ma si instaura in alcuni luoghi che risultano già indeboliti; oppure, se un organo funziona male, il punto riflesso corrispondente a questo organo nell’intestino è anch’esso più fragile.

tratto da Igiene Intestinale del Dr. Christian Tal Schaller

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Christian Tal Schaller

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