La causa reale del sonno sembra sia il fatto che i diversi corpi si stancano l’uno dell’altro. Quanto al corpo fisico, non soltanto gli sforzi muscolari, ma anche ogni sentimento e ogni pensiero producono delle leggere modificazioni chimiche. Un corpo in buona salute si sforza continuamente di controbilanciare queste modificazioni, ma finché il corpo è sveglio non può riuscirvi completamente. Per conseguenza, ogni pensiero sentimento o azione è seguito da una leggera perdita di forza, e il susseguirsi di tali perdite – per quanto impercettibili – può affaticare il corpo fisico a tal punto da renderlo incapace di continuare a pensare o ad agire. In certi casi pochi minuti di sonno sono sufficienti per recuperare le forze, a cui provvede l’elementale fisico.
Per quanto concerne il corpo astrale, questo resta presto affaticato, per il duro lavoro di far muovere le particelle del cervello fisico, e ha bisogno di una separazione piuttosto lunga per recuperare le forze e poter riprendere il suo faticoso lavoro. Sul suo piano il corpo astrale può dirsi quasi insensibile alla fatica: si conosce un caso in cui esso ha lavorato continuamente per venticinque anni senza manifestare il minimo segno di stanchezza. Una emozione forte o di eccessiva durata affatica enormemente l’uomo nella vita ordinaria; ma non è il corpo astrale che si affatica, bensì l’organismo fisico attraverso cui si esprime l’emozione. Lo stesso avviene per il corpo mentale. Parlando di fatica mentale si usa una espressione inesatta, perché è il cervello, non la mente che si stanca. Non esiste fatica per la mente. Quando una persona lascia il suo corpo durante il sonno (o alla morte), la pressione della materia ambientale – che costituisce la forza di gravità sul piano astrale – fa entrare immediatamente dell’altra materia astrale nello spazio vuoto. Tale controparte astrale è una copia esatta del corpo fisico per quanto concerne la forma, ma non ha alcun legame con esso e non potrebbe essere usata come veicolo. È semplicemente un’accolta fortuita di particelle prese da qualsiasi materia astrale di tipo adatto che si trovi nell’ambiente. Quando il vero corpo astrale ritorna espelle questa materia senza incontrare la minima resistenza.
Questa è una delle ragioni per cui occorre scegliere con molta cura il locale in cui si deve dormire, perché se l’ambiente è cattivo durante l’assenza del corpo astrale il corpo fisico rimarrà pieno di materia astrale indesiderabile, e ciò non potrà avere che spiacevoli conseguenze per l’uomo vero al suo ritorno. Quando un uomo si addormenta, i suoi principi superiori si ritirano dal corpo fisico col veicolo astrale; il corpo denso e il corpo eterico restano sul letto, mentre il corpo astrale fluttua nell’aria al di sopra di essi. Durante il sonno l’uomo usa il corpo astrale invece di quello fisico; il corpo fisico è soltanto addormentato, ma non necessariamente l’uomo stesso. Abitualmente il corpo astrale separato dal corpo fisico conserva la forma di quest’ultimo, per cui la persona è facilmente riconoscibile da tutti quelli che la conoscono fisicamente. Ciò è dovuto al fatto che l’attrazione fra le particelle fisiche e astrali, che dura per tutta la vita fisica, mette in gioco nella materia astrale delle forze che continuano ad agire quando questa è momentaneamente separata dal corpo fisico addormentato. Per questa ragione il corpo astrale di un individuo addormentato si compone di una parte centrale relativamente densa, corrispondente al corpo fisico, e di un’aura più tenue che circonda la parte centrale. Nel caso di un uomo poco sviluppato, quale un selvaggio, egli può essere quasi addormentato nel corpo astrale come lo è nel corpo fisico, avendo solo un minimo di coscienza astrale. È incapace di allontanarsi dal corpo fisico addormentato, e se qualcuno tentasse di allontanarlo nel suo corpo astrale, probabilmente egli si sveglierebbe subito in preda a grande paura. Il suo corpo astrale è una massa quasi informe, una nube vagamente ovoidale, con contorni irregolari e mal definiti. Le caratteristiche e la forma della parte interiore (la controparte astrale densa del corpo fisico) sono anche vaghe e indefinite; l’insieme è oscuro, ma sempre riconoscibile. Un uomo di questo tipo primitivo usa il suo corpo astrale durante la coscienza di veglia per trasmettere le correnti di pensiero al cervello fisico. Ma quando durante il sonno il cervello fisico è inattivo, il corpo astrale non sviluppato è incapace di ricevere le impressioni per proprio conto, così l’uomo resta praticamente incosciente, essendo incapace di esprimersi chiaramente attraverso il corpo astrale, malamente organizzato. I centri di sensazione che esso contiene possono essere eccitati da forme-pensiero passeggere e il corpo astrale può allora reagire a stimoli che toccano la natura inferiore: ma all’occhio dell’osservatore appare come se dormisse, perché il corpo astrale non ha alcuna attività definita e fluttua pigramente al di sopra della forma fisica addormentata. Dunque, in un uomo non evoluto i principi superiori, e cioè l’uomo stesso, sono pure addormentati durante il sonno del corpo fisico. In certi casi il corpo astrale è meno letargico e fluttua come in sogno sulle varie correnti astrali; di tanto in tanto riconosce altri individui nelle sue stesse condizioni e fa esperienze di ogni sorta, piacevoli e sgradevoli, il cui ricordo confuso – spesso trasformato in una grottesca caricatura dei veri avvenimenti (vedi Cap. 10 sui sogni) – farà dire l’indomani: che strano sogno! Nel caso di un uomo più sviluppato vi è grande differenza. La forma interiore è molto più distinta e definita, essendo una riproduzione più esatta del corpo fisico dell’uomo. Invece di una nube circostante, come nel caso precedente, vi è un corpo ovoidale ben definito che conserva la sua forma in mezzo a tutte le varie correnti del mondo astrale. Un uomo di questo tipo non è per nulla incosciente nel corpo astrale, anzi pensa molto attivamente. Ciò nonostante, potrebbe avvenire che egli non facesse più attenzione del selvaggio a ciò che lo circonda. Ciò non perché egli sia incapace di vedere, ma perché è così assorbito nei suoi pensieri da non vedere nulla. Qualunque siano stati i suoi pensieri durante il giorno precedente, generalmente egli non li interrompe quando si addormenta, ed è circondato da un muro così denso di sua propria costruzione che possiamo dire egli non vede nulla di quanto avviene all’esterno. Occasionalmente un violento urto proveniente dall’esterno o qualche forte desiderio proveniente dall’interno, lacera la cortina di nebbia e gli consente di ricevere un’impressione definita. Ma anche in questo caso la cortina si ricostruisce subito ed egli continua a sognare come prima, senza nulla vedere. Nel caso di un uomo ancora più sviluppato, quando il corpo fisico si addormenta, il corpo astrale ne esce e l’uomo conserva tutta la sua coscienza. Il corpo astrale ha un contorno ben definito ed è bene organizzato; ha l’apparenza della persona fisica e l’uomo se ne può servire come di un veicolo, il quale è molto più comodo del corpo fisico. La ricettività del corpo astrale è aumentata, ed esso reagisce istantaneamente a tutte le vibrazioni del suo piano, alle più sottili come alle più grossolane; ma nel corpo astrale di un individuo molto evoluto non può esservi certamente alcun tipo di materia capace di reagire alle vibrazioni grossolane. Un tal uomo è completamente sveglio e lavora più attivamente, in modo migliore e con una maggiore comprensione di quando era confinato nel suo veicolo fisico. Inoltre esso può spostarsi liberamente e con grande rapidità a qualsiasi distanza, senza minimamente turbare il corpo fisico addormentato. Egli può incontrare degli amici, incarnati o disincarnati, scambiare con loro delle idee, se essi pure sono svegli sul piano astrale. Può incontrare persone più evolute di sé e ricevere da essi avvertimenti o istruzioni; può anche aiutare persone meno istruite di lui. Può venire in contatto con entità non umane di diverse specie (vedi Cap. 20 e 21 sulle entità astrali); infine egli è soggetto a ogni specie di influenze astrali, buone o cattive, confortevoli o deprimenti. Egli può stringere amicizia con persone abitanti in altre parti del mondo; può assistere a conferenze, o anche farne; se è uno studioso, può incontrare altri studiosi e con le maggiori facoltà di cui dispone nel mondo astrale può risolvere problemi che presentano grosse difficoltà nel mondo fisico. Un medico, per esempio, durante il sonno del corpo può visitare dei casi che lo interessano in modo speciale; egli può così acquistare nuove nozioni che potranno giungere alla sua coscienza di veglia come una specie di intuizione. In un uomo altamente evoluto, il corpo astrale – essendo perfettamente organizzato e vivificato – diventa il veicolo della coscienza sul piano astrale, allo stesso modo che il corpo fisico lo è sul piano fisico. Siccome il mondo astrale è la patria delle passioni e delle emozioni, le persone che ivi si abbandonano a un’emozione possono sperimentarla con una potenza e acutezza fortunatamente sconosciute sul piano fisico. Mentre nel corpo fisico la maggior parte dell’energia è esaurita per la trasmissione al piano fisico, nel mondo astrale essa è tutta disponibile: per conseguenza nel mondo astrale è possibile provare un affetto o una devozione molto più intensa che nel mondo fisico; così pure l’intensità delle possibili sofferenze astrali non può essere immaginata nella ordinaria vita fisica. Il vantaggio di questo stato di cose è che nel mondo astrale ogni sofferenza è volontaria e completamente controllata dall’individuo; perciò la vita è molto più facile per l’uomo che comprende. Dominare un dolore fisico con la mente è possibile, ma è assai difficile, mentre nel mondo astrale chiunque può in un istante allontanare la sofferenza causata da una forte emozione. L’uomo non deve far altro che volere, e la passione scompare immediatamente. Questa asserzione può stupire; ciò no nostante essa è vera, essendo tale il potere della volontà e della mente sulla materia.
Raggiungere la piena coscienza nel corpo astrale significa aver fatto notevoli progressi; quando un uomo è poi riuscito a gettare un ponte sull’abisso che separa la coscienza astrale da quella fisica, i giorni e le notti non esistono più per lui, perché egli vive una vita la cui continuità non è mai interrotta. Per tale uomo anche la morte, nel senso comune della parola, non esiste più, perché egli conserva la sua coscienza ininterrotta non soltanto attraverso i giorni e le notti, ma anche attraverso le porte della morte, sino alla fine della sua vita sul piano astrale, come vedremo più avanti quando parleremo della vita dopo la morte. Gli spostamenti del corpo astrale non sono istantanei, ma sono così rapidi che si potrebbe dire che lo spazio e il tempo sono praticamente superati; il passaggio da un punto a un altro si compie così presto che la separazione derivante dallo spazio è quasi eliminata. In due o tre minuti un uomo potrebbe fare il giro della terra. Ogni persona molto colta e molto evoluta, appartenente a una delle razze superiori dell’umanità, ha la coscienza pienamente sviluppata nel corpo astrale, ed è perfettamente capace di usare questo come un veicolo, benché in molti casi non lo faccia, non avendo egli ancora compiuto lo sforzo necessario a formare l’abitudine. La difficoltà che una persona comune deve vincere non è l’incapacità del corpo astrale di funzionare correttamente, ma l’abitudine presa durante migliaia di anni di muoversi soltanto sotto gli stimoli ricevuti attraverso il veicolo fisico, per cui non comprende che il corpo astrale può lavorare sul suo piano e per proprio conto e che la volontà può agire su essa direttamente. Le persone non si svegliano sul piano astrale perché hanno l’abitudine di attendere le vibrazioni fisiche familiari per mettere in gioco l’attività astrale. Per conseguenza, si può dire che esse sono sveglie sul piano astrale, senza averne coscienza. Quando un uomo diventa allievo di un Maestro, di solito viene anzitutto scosso dal suo torpore sul piano astrale e svegliato pienamente alle realtà che lo circondano su quel piano; poi egli si mette a studiare e a lavorare in quel nuovo ambiente, in modo che le sue ore di sonno non sono più un vuoto, ma sono piene di occupazioni attive e utili, senza che ne derivi il minimo fastidio per il riposo dell’uomo affaticato.
Nel Capitolo 28 sugli aiutatori invisibili tratteremo più dettagliatamente del lavoro che viene con ogni cura preparato e organizzato per il corpo astrale. Qui possiamo dire che anche prima di raggiungere questo stadio può essere fatto molto lavoro utile, come realmente avviene. Un individuo che si addormenta con l’intenzione ben definita di fare un certo lavoro, certamente si sforzerà di compierlo appena sarà libero dal suo corpo fisico addormentato. Terminato il lavoro probabilmente la nebbia dei suoi pensieri egocentrici si ricostruirà di nuovo, a meno che egli sia abituato a intraprendere nuove attività quando funziona al di fuori del cervello fisico. In certi casi il lavoro scelto occupa tutto il tempo consacrato al sonno, in modo che l’uomo si esercita il più possibile, per quanto lo consenta il suo sviluppo astrale. Ciascuno di noi dovrebbe prendere ogni sera la risoluzione di fare qualche cosa di utile sul piano astrale: confortare qualcuno che sia afflitto, utilizzare la volontà per infondere forza a un amico debole o malato, calmare una persona eccitata o isterica, o rendere altro servizio del genere. È assolutamente certo che se ne ottiene un risultato e se l’aiutatore osserva attentamente, riceverà sul piano fisico dei segni che mostreranno l’efficacia del suo lavoro. In quattro modi un uomo può essere svegliato all’attività cosciente nel suo corpo astrale:
1. Con l’ordinario progresso dell’evoluzione, che, sebbene lenta, è sicura.
2. Per forza della volontà dell’uomo stesso che avendo apprese queste cose, compie lo sforzo necessario e persiste nella sua risoluzione di dissipare la nebbia interiore e superare gradualmente l’inerzia a cui è abituato. Per realizzare ciò, l’uomo – prima di addormentarsi – deve prendere la risoluzione di tentare di svegliarsi al momento in cui lascia il corpo e di vedere qualche cosa o di compiere qualche lavoro utile. Ciò evidentemente non è altro che accelerare il corso naturale dell’evoluzione. È desiderabile che l’uomo abbia prima sviluppato in sé il buon senso comune e le qualità morali, ciò per due ragioni: in primo luogo egli correrà minor rischio di fare cattivo uso dei poteri acquisiti; in secondo luogo non si lascerà sopraffare dal terrore alla presenza di forze che egli non può comprendere né dominare.
3. A causa di un incidente o mediante l’uso di cerimonie proibite si può lacerare il velo in modo tale da non potersi più ricostituire completamente. Esempi di questo genere sono dati a noi nel A Bewitched Life di H. P. Blavatsky e nel Zanoni di Bulwer Lord Ljtton.
4. Un amico può agire dall’esterno sull’involucro chiuso che circonda l’uomo e gradualmente svegliare in lui possibilità superiori. Tuttavia, ciò deve essere fatto soltanto quando l’amico è ben sicuro che l’individuo sia coraggioso, devoto e possieda le altre qualità necessarie per fare del lavoro utile.
È molto forte il bisogno di aiutatori sul piano astrale: ogni aspirante può essere ben sicuro che appena egli sarà ritenuto adatto il suo risveglio non sarà ritardato di un solo giorno. Possiamo aggiungere che quando un fanciullo è sveglio sul piano astrale, lo sviluppo del corpo astrale si accelera tanto che egli molto presto diventa su quel piano quasi eguale all’adulto sveglio; per l’attività pratica egli riesce molto più utile dellsaggio ma non ancora sveglio. Tuttavia, se l’Ego manifestantesi nel corpo del fanciullo non possiede la necessaria qualità di un carattere costante e affettuoso e non l’ha chiaramente manifestata nella vita precedente, nessun occultista assumerà la grave responsabilità di risvegliarlo sul piano astrale. Quando è possibile svegliare tali fanciulli, essi diventano spesso i migliori lavoratori sul piano astrale e si dedicano al lavoro con una devozione assoluta che è molto bella a vedersi. Mentre è relativamente facile svegliare un uomo sul piano astrale, è invece quasi impossibile riaddormentarlo, salvo mediante l’indesiderabile uso dell’influenza mesmerica. Vediamo dunque che la vita di veglia e quella del sonno non sono in effetti che una vita sola; durante il sonno si ha coscienza di questo fatto, avendosi la memoria continua delle due vite, ciò perché la memoria astrale include la memoria fisica; ma quest’ultima non contiene sempre la memoria delle esperienze astrali. Sembra che il fenomeno del sonnambulismo possa essere prodotto in diversi modi:
1. L’Ego può essere capace di agire più direttamente sul corpo fisico durante l’assenza dei veicoli astrale e mentale; in tal caso un uomo potrebbe, per esempio, scrivere poesie, dipingere quadri, ecc., che riuscirebbero superiori a quelli che egli è capace di fare allo stato di veglia.
2. Il corpo fisico può lavorare automaticamente per forza di abitudine, senza il controllo dell’uomo stesso. Ciò avviene quando alcuni domestici si alzano nel mezzo della notte e accendono il fuoco o compiono certi lavori a cui sono abituati o anche quando il corpo fisico attua un’idea che domina la sua mente prima di addormentarsi.
3. Una entità esterna, incarnata o disincarnata, può impossessarsi del corpo di un uomo addormentato e utilizzarlo per conto suo. Ciò può avvenire specialmente se la persona ha qualità medianiche, cioè se i suoi corpi non sono legati molto solidamente fra loro e sono quindi facilmente separabili. Per le persone normali il fatto che il corpo astrale lascia il corpo fisico durante il sonno non può facilitare l’ossessione, perché l’Ego conserva sempre un intimo legame col suo corpo e sarebbe immediatamente richiamato se qualcuno tentasse di impossessarsi del corpo.
4. Le condizioni opposte possono anche produrre gli stessi risultati. Quando i principi o corpi sono legati più fortemente del solito, l’uomo invece di spostarsi soltanto nel suo corpo astrale, porterà con sé il suo corpo fisico, da cui non ha potuto separarsi completamente.
5. Il sonnambulismo è senza dubbio in relazione anche col complesso problema dei diversi involucri di coscienza dell’uomo che nelle condizioni ordinarie non possono manifestarsi.
Lo stato di trance è semplicemente lo stato di sonno ottenuto in modo artificiale o anormale. I medium e i sensitivi passano molto facilmente dal corpo fisico al corpo astrale, di solito inconsciamente. Il corpo astrale può allora esercitare i suoi poteri, per esempio spostarsi a grandi distanze e riportare nel corpo fisico le impressioni dei luoghi visitati. Nel caso di un medium, il corpo astrale può descrivere le sue impressioni con l’aiuto del corpo fisico allo stato di trance, ma generalmente quando il medium cessa di essere in tale stato il cervello fisico non conserva alcuna traccia di tali impressioni, e nella memoria fisica non resta nulla delle esperienze acquistate. Talvolta, sebbene raramente, il corpo astrale è capace di impressionare in modo duraturo il cervello, sicché il medium può ricordare le cognizioni acquisite durante la trance.
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