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Approfondimento: Il Gioco della Prosperità

cambiare il gioco a piccoli passi (estratto dal IV capitolo del libro)
Fonte: Redazione
10/03/2009
Il Gioco della Prosperità

Prosperità = Cambiare il Gioco

Un viaggio di mille miglia inizia con un singolo passo.
LAO TZU


Un’antica storia narra di un giovane che suonava un tamburo tutto il giorno e che amava farlo in ogni momento della giornata. Non voleva smettere, malgrado quello che gli altri dicessero o facessero, e per tale motivo diversi personaggi vennero convocati dai vicini e consultati sul da farsi riguardo al ragazzo. Il primo specialista disse al fanciullo che, se avesse continuato a fare così tanto rumore, avrebbe danneggiato i suoi stessi timpani; questo ragionamento però era troppo avanzato per il giovane, che non era né uno scienziato, né un erudito. Il secondo gli disse che percuotere il tamburo era considerata un’attività sacra da effettuare solo in occasioni speciali. Il terzo offrì ai vicini dei tappi per le orecchie, il quarto diede un libro al ragazzo, il quinto regalò ai vicini libri sui metodi per controllare la rabbia, e il sesto insegnò al ragazzo degli esercizi di meditazione per farlo star tranquillo e gli spiegò che la realtà era solo immaginazione. Ognuno di questi rimedi funzionò solo per un breve periodo di tempo, ma nessuno durò a lungo. Infine arrivò un vero maestro. Esaminò la situazione, mise un martello e uno scalpello in mano al ragazzo e disse: “Mi chiedo cosa ci sia dentro il tamburo”.

Quarto principio Cambiamo il nostro gioco osservando ciò che ci lega alla scarsità. Ci    liberiamo dalla scarsità in base al modo in cui affrontiamo e sentiamo le nostre paure primarie, la nostra resistenza ed il nostro dolore.

Prosperità = Apertura al Cambiamento

Il gioco della scarsità è endemico e molti ne sono realmente stanchi. Alcune persone hanno trovato un modo differente di giocare; altre riconoscono il gioco per quello che è e lo abbandonerebbero se solo sapessero come fare. Molti individui non sono nemmeno coscienti di partecipare al gioco.

La prosperità non si origina ignorando la scarsità e non arriva sviluppando semplicemente dei pensieri felici. Se fossimo seduti su una stufa bollente, salteremmo giù immediatamente; non ci penseremmo due volte. La scarsità somiglia più alla sindrome della rana bollita, dove l’acqua si scalda così gradualmente da non farci notare che stiamo cuocendo vivi.

La vera prosperità riguarda la ricchezza interiore ed esteriore. Non siamo davvero prosperi se siamo ricchi esteriormente e ci sentiamo poveri dentro. Lo stesso principio rimane valido se ci sentiamo ricchi interiormente ma non siamo capaci di manifestare un mondo di abbondanza all’esterno.

La vera prosperità è sentirsi ricchi, laddove i nostri reali bisogni fisici ed i nostri desideri possano essere esauditi.  Prosperità significa anche vivere una vita che includa ricchezza emotiva. Essa implica l’accesso ad un mondo ricco di convinzioni e di idee, e permette di avere pensieri ricchi, non solo sporadicamente, ma in modo continuo. La prosperità equivale a vivere in un mondo abbondante di vitalità, forza, energia e spirito. Prosperità significa creare un altro mondo, quello della possibilità per noi stessi, per coloro che amiamo e per i nostri discendenti.

Come esseri umani, siamo naturalmente creativi ed inventivi, piuttosto che aggressivi e avidi. La prosperità è lo stato naturale del mondo fisico. La natura è davvero abbondante; un girasole, ad esempio, produrrà migliaia di semi. Il sole produce ripetutamente energia sufficiente a soddisfare i nostri bisogni; siamo noi  ad non aver ancora compreso come poterla incanalare nel modo migliore. Se dessimo una possibilità alla prosperità, essa creerebbe un mondo diverso.

Per chiunque viva nella mentalità di massa del gioco della scarsità, la prosperità equivale a credere nel Mondo di Oz oppure  in Shangri-la: un posto eccitante, ma frutto della fantasia. Il gioco della prosperità è reale, esistono persone che  hanno già cominciato a farne parte. Se ti senti immerso nel gioco della scarsità, non preoccuparti. La maggior parte di noi vi è nata in mezzo ed abbiamo bisogno di trovare la nostra via d’uscita. Dobbiamo solo cambiare il modo di giocare all’interno del gioco.
Ne I Ching, conosciuti anche come Il libro dei Cambiamenti, si afferma che tutto cambia in continuazione. Come affermò Buddha: “Ogni cosa è impermanente”. Il cambiamento è parte naturale della vita. Prosperità significa abbracciare il mutamento ed anche affrontare la nostra resistenza alla trasformazione. Cambiamento equivale a trasformare un determinato atteggiamento mentale (fatto di comportamenti ed esperienze) in un altro. Tony Buzan, il co-fondatore di Mind Maps, nel suo libro “Embracing Change” (BBC Books, 2005) distingue tra cambiamento naturale e cambiamento forzato. Il cambiamento naturale è qualcosa che accettiamo, anticipiamo, abbracciamo, pianifichiamo e che sappiamo gestire. Come mezzo per uscire dal gioco della scarsità, il cambiamento naturale funziona alla perfezione. Il cambiamento forzato è un’imposizione, qualcosa che ci cade addosso inaspettatamente, o che ci catapulta nell’ignoto, sia che siamo pronti o meno. Il cambiamento forzato avviene quando ci ostiniamo a rimanere attaccati al vecchio gioco; significa cioè essere talmente bloccati in una vecchia routine da non riuscire a distoglierne lo sguardo. Quando rimaniamo incastrati in un lavoro noioso, nei debiti, nella mancanza di denaro, nella confusione, in una vita senza scopi, in situazioni drammatiche che si protraggono, conti inaspettati, lotte, sforzi, o in una serie di eventi sfortunati, allora il cambiamento forzato è un dono che ci proietta al di fuori del gioco della scarsità. Le persone che resistono al cambiamento naturale ad un certo momento della propria vita verranno poste di fronte al cambiamento forzato. Ciò si verifica perché è la vita stessa a non sostenere il gioco della scarsità. All’interno dello stesso gioco della scarsità, vi è un’intelligenza che cerca di spingerci altrove, ma di questo parlerò più avanti.
Alcuni anni fa, incontrai una persona che aveva subito un periodo di cambiamento forzato. Si trattava di un ambizioso dirigente che lavorava nella City che aveva trascorso molti anni a sviluppare diverse attività commerciali di estremo successo. Sebbene la sua vera passione fosse l’arte, non aveva troppo tempo da dedicare ad essa. Aveva speso tutto il suo tempo e tutte le sue energie nel lavoro, fino a rovinarsi la salute ed ammalarsi. Aveva ignorato i segnali d’allarme ed oltrepassato il punto di non ritorno. Alcuni anni dopo, lasciò la City da uomo ricco; tuttavia la sua salute è ancora estremamente cagionevole e trascorre la vita difendendosi da qualsiasi forma di stress, anche la più lieve.

Tom lavorava nell’industria dei media negli Stati Uniti. Durante una malattia che durò un anno, ebbe modo di riflettere sulla sua vita, ed andò spesso nelle gallerie d’arte a sedersi ed a risollevare lo spirito. Lentamente, si rese conto che ciò costituiva l’occasione per cambiare. Da sempre avrebbe voluto fare l’artista e, malgrado non avesse avuto una regolare formazione artistica, fece un atto di fede. Ora ha uno studio, sostiene l’arte ed afferma che essa ha salvato la sua vita.
L’ideogramma cinese che indica la parola “Crisi” è composto da caratteri che significano “Opportunità” e “Pericolo”. Quando nella vita ignoriamo i segnali d’allarme, andiamo incontro al pericolo. Il Titanic affondò nel viaggio inaugurale da Southampton a New York perché molti segnali vennero ignorati. La nave ne aveva ricevuti diversi nel giorno in cui affondò, di cui sei furono ignorati e uno non arrivò mai al ponte.

Cambiamento Effettivo = Piccoli Passi

Per realizzare un cambiamento effettivo, ecco tre principi da tenere a mente:
I piccoli cambiamenti sono più facili da effettuare di quelli di grande entità.
I piccoli cambiamenti sono più facili da provocare ed integrare.
I piccoli cambiamenti raggiungono con il tempo incredibili dimensioni.

Copertina libro: Il Gioco della Prosperità

Steve Nobel

Il Gioco della Prosperità

  Scrive Steve Nobel: “Prosperità proviene dal tuo Sé e da ciò che fai e non, invece, da ciò che possiedi o accumuli. La prosperità...

Pagine 312, € 13.50

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