BIS Edizioni

RICERCA

Ricerca per:

Approfondimento: Il sonno, fratello della morte

da l'Azione del karma di Rudolf Steiner
Fonte: Redazione
30/07/2008
Il sonno, fratello della morte

Il sonno è stato spesso chiamato fratello minore della morte.
Questo raffronto mette in evidenza i destini dello spirito umano più di quanto si è forse disposti a credere, giudicando superficialmente.

Infatti, esso ci dà un’idea del come sono concatenate fra loro le molteplici incarnazioni, che questo spirito umano compie successivamente.
Nei due articoli “Reincarnazione e Karma, considerazioni logiche dal punto di vista della scienza naturale moderna” (fascicoli 5 e 6 del Luzifer) si è trattato di constatare che l’odierna coinsezione naturalistica, se veramente comprende se stessa, conduce all’antichissima teoria dell’evoluzione dell’eterno spirito umano attraverso molte vite.
Necessariamente, a questa nozione si collega la domanda: come sono concatenate fra di loro questa molteplici vite?


In quale senso la vita di un uomo è l’effetto delle sue precedenti incarnazioni, e come diviene essa la causa delle successive?
Il paragone del sonno ci dà, a questo proposito, un’idea della concatenazione fra causa ed effetto.

Io mi alzo alla mattina. La mia regolare attività è stata interrotta nel tempo trascorso durante la notte. Se deve esserci regolarità e coerenza nella mia vita, non posso al mattino riprendere quell’attività in modo arbitrario. Mediante ciò che ho fatto ieri sono state create le condizioni preparatorie per ciò che io devo fare oggi: io devo, perciò, riannodare le mie azioni al risultato delle mie azioni di ieri.
Si può veramente dire nel senso più vasto: le mie azioni di ieri sono il mio destino per quest’oggi.


Ho formato io stesso le cause alle quali devo aggiungere gli effetti. E ritrovo queste cause dopo che io mi sono staccato da esse per un breve tempo. Esse mi appartengono, nonostante che i sia temporaneamente separato da esse. Anche sotto un altro aspetto, appartengono a me gli effetti delle mie esperienze di ieri.
Infatti, per mezzo loro, io ho subito modificazioni. Supponiamo che io abbia intrapreso qualche cosa che mi è riuscita solo a metà. Col rifletterci ho ricercato le cause del mio parziale insuccesso.

Quando devo nuovamente compiere un’azione simile, evito di incorrere negli errori riconosciuti. Dunque ho acquisito una nuova capacità.
In tal modo le mie esperienze di ieri sono le cause delle mie capacità di oggi. Il mio passato rimane a me collegato; esso trova la sua continuazione nel mio presente e mi seguirà ancora nel mio avvenire.
Per opera del mio passato mi sono creato la situazione nella quale mi trovo oggi. E il senso della vita richiede che io rimanga vincolato a questa situazione. Sarebbe veramente insensato che, in circostanze normali, io non andassi ad abitare una casa che io stesso avessi fatta costruire appositamente.


Io dovrei piuttosto essere creato oggi dal nulla anziché semplicemente risvegliarmi dal sonno, qualora gli effetti delle mie azioni di ieri non dovessero costituire il mio destino di quest’oggi. Così dovrebbe essere creato nuovo dal nulla lo Spirito umano qualora i risultati dele sue vite precedenti non rimanessero collegati con la vita successiva.


In verità, l’uomo non può vivere in nessun’altra situazione all’infuori di quella che gli viene creata dalla sua vita antecedente. […] Questo collegamento di un’entità coi risultati delle sue azioni è la legge del Karma che regge l’intero universo. L’attività divenuta destino è Karma.


Il sonno è un buon termine di raffronto con la morte: l’uomo durante il sonno viene effettivamente sottratto al campo d’azione, dove lo attende il suo destino. Mentre dormiamo, gli eventi proseguono il loro corso di questo campo d’azione. Per un certo periodo di tempo noi non abbiamo alcuna influenza su questo svolgimento di eventi. Tuttavia, ritroviamo poi gli effetti delle nostre azioni e dobbiamo riannodarci ai medesimi.

In realtà, ogni mattina la nostra personalità si rincarna nuovamente nel mondo delle nostre azioni. Ciò che durante la notte era separato da noi ci viene, in un certo senso, addossato durante il giorno. Lo stesso avviene delle nostre azioni compiute in precedenti incarnazioni. I loro risultati sono intessuti nel mondo in cui eravamo incarnati. Però appartengono a noi, come la vita nelle grotte è propria degli animali che, con quel modo di vivere, hanno perduto la facoltà della vista.

 

estratto da L'Azione del Karma di Rudolf Steiner

Copertina libro: l'Azione del Karma

Rudolf Steiner

l'Azione del Karma

Come rivelano gli studi di Steiner, comprendere la forza del Karma e il senso della Legge di retribuzione rappresenta il primo passo...

Pagine 80, € 7.50

Acquista su Macrolibrarsi Acquista su Macrolibrarsi

Clearer

© 2007 BIS Edizioni - P.Iva 03699840405
sviluppato da Nimaia             Libros