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Approfondimento: La lettera di apprezzamento di Arthur Conan Doyle

l'illustre critico de l'Isola Blu
Fonte: Redazione
Estratto
16/03/2011

Una preziosa testimonianza di Arthur Conan Doyle in cui il padre di Sherlock Holmes parla espone le sue idee sull'aldilà e sull'Isola Blu a Estelle, la figlia di William Thomas Stead.

Gentile Signorina Stead,

Arthur Conan Doyleho trovato l’opera molto interessante e utile. Non ho mezzi per giudicare le esatte condizioni in cui è stata prodotta, o quanto siano state all’opera influenze subconscie, ma riguardo la sua superficie, parlando come critico letterario, devo dire che il modo chiaro di esprimersi e il felice dono di sorridere erano caratteristiche proprie di suo padre.

È necessario affrontare il fatto che nei lavori di questo tipo vari dettagli di descrizioni delle sfere dell’aldilà differiscono, ma, d’altra parte, nessuno può negare che le somiglianze sono maggiori di gran lunga rispetto alle differenze. Va ricordato che il mondo ultraterreno è infinitamente complesso e suddiviso – secondo il detto: “La casa del Padre ha molte dimore” – e, persino in questo piccolo mondo, i resoconti di due testimoni non sarebbero mai uguali. Se la descrizione fosse data da un professore di Oxford e da un contadino indiano, i rispettivi racconti di vita in questo mondo varierebbero molto di più di due tra i resoconti sul mondo dell’aldilà che ho letto nella mia esistenza.

Mi sono specializzato in quella direzione – i fenomeni fisici non sono mai stati di mio interesse – e non sono in grado di pensare a una persona che abbia letto più resoconti, stampati, scritti o battuti a macchina, di me stesso, molti dei quali da parte di persone che non avevano idea di quale potrebbe essere il loro usuale schema. In alcuni casi i medium erano bambini. Emerge sempre la medesima idea di un mondo come il nostro, un mondo in cui tutte le nostre capacità latenti e tutte le nostre ambizioni nascoste hanno opportunità libere e senza ostacoli. In tutti c’è il solito discorso su una terra solida, di fiori e animali familiari, di occupazioni congeniali, molto differente rispetto al vago e scomodo paradiso delle chiese. Confesso che non posso collocare nessuna di queste allusioni in un luogo che corrisponde esattamente all’Isola Blu, sebbene il colore blu sia, ovviamente, quello della guarigione, e l’isola possa essere solo una sfera isolata, l’anticamera delle altre.

Credo che dettagli materiali come il sonno, il nutrimento ecc. dipendano dall’esatta posizione dell’anima nella sua evoluzione: quanto inferiore l’anima, tanto più materiali sono le condizioni. È di enorme importanza che la razza umana conosca queste cose, perché non solo elimina ogni paura della morte, ma è, come nel caso di suo padre, di grandissimo aiuto quando una persona è chiamata dall’altra parte e si trova improvvisamente in territori noti, ed è certa del proprio futuro, invece di vivere uno scomodissimo periodo di raggiustamento durante il quale le anime devono disimparare ciò che è stato loro insegnato qui per adattarsi a fenomeni e fatti non familiari.

Buona fortuna al suo libretto.

A. Conan Doyle

Crowborough, Sussex, Inghilterra.
Settembre 1922.

Copertina libro: L'Isola Blu

W. T. Stead

L'Isola Blu

esperienze al di là del velo

Nell’aprile del 1912 il Titanic affonda portando con sé la vita terrena di tantissime persone. Tra i passeggeri c’è anche W.T. Stead, padre di Estelle,...

Pagine 144, € 10.90

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