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Approfondimento: La luce sul Sentiero - estratto dal libro

Introduzione
Fonte: Redazione
08/07/2008

Nel frontespizio della prima edizione questo libro è chiamato «Trattato scritto ad uso di coloro che ignorano la sapienza orientale e che desiderano riceverne l’influenza»; ma il libro stesso si apre con la dichiarazione: «Queste sono regole scritte per tutti i discepoli».
Delle due, questa seconda dedica è certamente la più esatta, come apparirà evidente dalla storia del libro stesso.
Nella sua forma attuale questo piccolo libro fu dettato dal Maestro Hilarion per mezzo della medianità di M. C., signora ben nota nei circoli teosofici, e che fu in un primo tempo coeditrice del “Lucifer” con M.me Blavatsky. Il Maestro Hilarion l’aveva ricevuto dal suo Maestro, quel Grande Essere che fra i teosofi è talvolta chiamato “il Veneziano”; ma anche questi è solo autore di parte del libro, il quale è passato per tre fasi, che ora tenteremo di descrivere per ordine.
Anche ora il libro è di piccola mole, ma nella prima forma in cui lo vediamo è ancora più piccolo. Si tratta di un manoscritto di foglie di palma, incalcolabilmente antico, tanto antico che prima del tempo di Cristo gli uomini ne avevano già dimenticato la data e il nome dell’autore, e ritenevano che la sua origine si perdesse nella lontana preistoria. Il manoscritto consta di dieci foglie e su ciascuna foglia sono scritte solo tre righe, poiché in un manoscritto di foglie di palma i caratteri sono scritti in lungo e non in largo, come nelle nostre pagine. Ogni riga è completa in sé, cioè consiste di un breve aforisma. Per distinguerle, queste trenta linee sono stampate nell’attuale edizione in carattere corsivo. La lingua in cui questi aforismi sono scritti è una forma arcaica di sanscrito.
Il Maestro Veneziano tradusse questi aforismi dal sanscrito in greco per uso dei suoi discepoli Alessandrini, uno dei quali era il Maestro Hilarion nell’incarnazione in cui è conosciuto sotto il nome di Giamblico. Oltre a tradurre tali aforismi, il Maestro vi aggiunse alcune spiegazioni che è bene prendere insieme alle sentenze originali. Per esempio, esaminando i primi tre aforismi, si vede subito che il paragrafo segnato 4, che immediatamente li segue, è un commento di essi; onde dovremmo leggere: «Uccidi l’ambizione, ma lavora come lavorano quelli che sono ambiziosi».
«Uccidi il desiderio di vivere, ma rispetta la vita come quelli che la desiderano». «Uccidi il desiderio del benessere, ma sii felice come colui che vive per la felicità».

Tutte queste spiegazioni ed amplificazioni del Maestro Veneziano sono stampate in carattere mezzano e, con gli aforismi originali, formano il libro quale fu pubblicato nel 1889, poiché il Maestro Hilarion lo tradusse dal greco in inglese e lo diede in quella forma. Quasi immediatamente dopo che fu stampato, egli vi aggiunse di suo una quantità di note preziose. Per quella prima edizione queste note furono stampate su pagine a parte, per poterle aggiungere al principio o alla fine de piccolo volume che era già stampato. Nella presente edizione queste note sono ciascuna al suo posto, ma sono stampate in carattere piccolo, ed ognuna è preceduta dalla parola «Nota».
In una delle successive edizioni inglesi apparvero poi capitoli addizionali, sotto il titolo di «Commenti» e, da quanto mi consta, la medium per mezzo della quale furono scritti li credette ispirati dal Maestro Hilarion, come il resto del libro. Tuttavia questo non è esatto, come chiunque si dia la pena di esaminare questi «Commenti» può facilmente vedere. Certo si trovano in essi cose espresse molto bene e molto poeticamente, ma molte delle asserzioni sono prive di ogni cura e vi sono indubbi segni che l’autore appartiene ad una scuola d’occultismo del tutto diversa da quella dei nostri Maestri.

Il breve e affascinante saggio sul Karma è dovuto anch’esso al Maestro Veneziano ed era incluso nella prima edizione del libro.
La Luce sul Sentiero fu il primo dei tre trattati che occupano una posizione unica nella nostra letteratura teosofica, e che contengono le istruzioni date da quelli che hanno percorso il Sentiero a quelli che desiderano calcarlo. Mi ricordo che il defunto T. Subba Rao ci disse che le istruzioni di questo libretto avevano diversi strati di significato, che potevano applicarsi ripetutamente a diversi stadi.
Prima per gli aspiranti, quelli che calcano il sentiero probatorio. Quindi cominciano di bel nuovo ad un livello più alto per colui che è entrato sul Sentiero propriamente detto, attraverso la porta della prima delle grandi Iniziazioni. E di nuovo dicesi che questi stessi precetti possono esser presi come istruzioni, in un senso ancora più alto, da colui che dopo aver raggiunto il livello di Adepto cerca di conseguire stati ancora più sublimi, In tal modo questo trattato, per l’uomo che può comprenderlo in tutto il suo significato mistico, conduce più lontano di tutti gli altri.
Dopo questo, in ordine di tempo, venne La voce del silenzio trascritta questa volta da M.me Blavatsky stessa, ma che consiste in realtà di tre discorsi o sermoni del grande Maestro Aryasanga (il Maestro che noi conosciamo ora sotto il nome di Djwall Kul) e scritti poi di memoria dal suo discepolo Alcione. Questo libro contiene istruzioni che conducono fino al livello dell’Arhat. Sotto molti aspetti è scritto da un punto di vista completamente diverso da quello del Maestro Hilarion, infatti lo studioso diligente troverà di grande interesse lo studio delle somiglianze e delle differenze
tra questi due trattati.
Il terzo di questi libri che potrebbero chiamarsi «guide per il Sentiero» ci è stato dato proprio ora dallo stesso Alcione che scrisse per noi i sermoni di Aryasanga. Nel libretto Ai piedi del Maestro egli ci ripete gli insegnamenti del Maestro Kuthumi, intesi a preparalo per la prima delle grandi Iniziazioni.
Questo terzo libretto è quindi più limitato nei suoi scopi ma ha il vantaggio di una chiarezza e di una semplicità straordinarie, poiché le istruzioni che contiene dovevano essere comprese da un cervello fisico ancora molto giovane.
Il manoscritto in sanscrito arcaico che forma la base della «Luce sul Sentiero» fu tradotto anche in egiziano, e molte delle spiegazioni del Maestro Veneziano hanno più il tono dell’insegnamento egizio che dell’indiano. Egiziane o indiane che siano, rimane il fatto che la nostra letteratura teosofica non conta gemma più preziosa, nessun libro che valga meglio la pena di studiare accuratamente e profondamente. Ma, com’è scritto nella prefazione di Ai piedi del Maestro a proposito delle parole del Maestro: «Non basta dire che sono belle e vere, chi vuol riuscire, deve fare esattamente quanto esse prescrivono. Un affamato non si sazia guardando il cibo e dicendo che è buono; bisogna che egli stenda la mano e mangi. Allo stesso modo non basta che tu ascolti le parole del Maestro; tu devi mettere in pratica quanto Egli dice, prestare orecchio a ciascuna parola, porre in atto ogni cenno. Un cenno che non hai seguito, una parola lasciata sfuggire sono perduti per sempre, poiché Egli non parla due volte».
Questi libri sono intesi ad affrettare l’evoluzione di quelli che sono sul Sentiero, e presentano degli ideali che gli uomini del mondo non sono generalmente disposti ad accettare. Un individuo sarà capace di intendere realmente l’insegnamento solo in quanto lo VIVE. Se non lo mette in pratica, il libro rimarrà suggellato per lui, ed egli lo crederà inapplicabile e inutile. Ma qualsiasi sforzo sincero di VIVERLO getta subito luce su di esso, e solo in tal modo questa perla di valore inestimabile può essere apprezzata.

C.W. Leadbeater

Copertina libro: La luce sul sentiero

Mabel Collins

La luce sul sentiero

Guida essenziale alla Sapienza Orientale

Manoscritto antichissimo ci insegna Verità antiche e misteriose. Nasce con l’intento di offrire una guida agli amanti delle filosofie orientali e,...

Pagine 128, € 8.50

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