Abbiamo intervistato Arcangelo Miranda, curatore della Trilogia dell'Io Sono per saperne di più su questo affascinante libro e sulle tematiche che tratta.
Innanzitutto, che cos’è la “Trilogia dell’Io Sono” e come è nata l’idea?
L’idea è nata all’improvviso, quando nel 2005 sono entrato in possesso dei diritti d’autore di uno dei tre testi che era Io Sono Dio di A.M.King. A quel punto ho pensato che fare una pubblicazione di un libriccino di 30 pagine avrebbe potuto in qualche modo essere di interesse del pubblico, tenendo conto del valore dell’opera. Però non mi sembrava sufficiente pubblicare il libro da solo, per cui mi è venuta l’idea di farlo precedere da “Io Sono” di Saint Germain, come il suo seguito naturale. Ma ancora il progetto mi sembrava incompleto. In seguito ho pensato di mettere insieme questa trilogia di testi, inserendo per ultimo “Io Sono Colui che è” del conte di Cagliostro; il tutto reso omogeneo e approfondito da alcune mie conclusioni, riflessioni e appendici che collegano i vari testi tra loro, facendone un corpus. Anche se questi due testi, quello di Cagliostro e di Saint Germain, già esistevano (dal 1930 Saint Germain e addirittura dalla fine del 1700 quello di Cagliostro), nella “Trilogia dell’Io Sono” acquistano una fisionomia nuova; si viene a creare un vero e proprio percorso tra gli scritti dei tre autori che sono, in realtà, molto simili per concetti trattati.
Che cos’ha di speciale la “Trilogia”?
Questo libro ha una particolarità: è un testo che può essere letto a vari livelli di comprensione. quindi ci sono argomentazioni, o modi di argomentazioni, per interpretare lo stesso soggetto ma che confluiscono allo stesso punto. Alla base c’è l’“Io Sono”, quindi di conseguenza il percorso gnostico che è l’obiettivo di qualsiasi Essere.
L’Essere, la personalità fondamentale, l’Io sono…è questo il concetto cardine a cui si collegano i testi di Saint Germain, di A.M.King e di Cagliostro.
La Trilogia è un invito all’individuo a riconoscere il proprio Essere, la propria deità: “Uomo conosci te stesso”, cioè che“Io sono Dio”. Questo medesimo concetto, viene ripreso anche nella parti scritte da me.
Che cosa puoi chiedere alle persone che leggeranno questo libro, alla comunità? Qual è un messaggio che vuoi mandare loro?
Semplicemente di essere se stessi, però il problema è che in questo momento di estremo caos anche essere se stessi è qualcosa di assolutamente disperso. Quindi alla comunità, più che altro auguro che possa ritrovare la personalità fondamentale (l’“Io Sono” appunto) e che possa agire secondo le regole del proprio Essere naturale; cercando di mettere da parte un po’ tutte le necessità della personalità, le varie aberrazioni, le varie emozioni che comandano l’essere, quando invece l’Essere dovrebbe comandare se stesso. Qui praticamente siamo coinvolti in qualcosa che viene definito corpo emozionale: noi, nella nostra vita, siamo praticamente effetto di qualcosa di meccanico. Ciò che mi auguro che questo libro possa fare, il messaggio che vorrei che portasse, è di far sì che le persone possano veramente esprimere la loro persona fondamentale , cioè l’“Io Sono”.
Ritorniamo alla Trilogia come mezzo, qual è lo strumento che dà questo libro?
Di fatto è un percorso gnostico, cioè qualcosa come percorso che ti dà la possibilità di ritrovare te stesso, la tua natura fondamentale. Diciamo che in questo libro ci sono una serie di argomentazioni che conducono alla scoperta della personalità fondamentale.
Quali sono i punti salienti di questo percorso?
Uno di questi è che tu sei qualcosa che non riconosci di essere, quindi è un “Io Sono” che è, di fatto, un “Io NON Sono”. E qui diciamo che la Trilogia è un percorso di ritorno dall’“Io non Sono” a un “Io sono”.
Teniamo presente che il fatto di credere di essere “Io non sono” può alterare il comportamento di un Essere, non la sua vera natura, perché anche se hai dimenticato di essere “Io Sono”, di fatto tu lo sei. Ma il fatto di credere di essere un’alterazione dell’“Io Sono”, cioè di fatto “Io non sono” può alterare un comportamento, è quello di cui si parla di solito come ego alterato, personalità. Questo aspetto deve essere imbrigliato, gestito, educato per ritrovare il rispetto della propria vera natura. Questo libro dà uno strumento per il recupero del sé in questo senso, di quel grande sé che in milioni di anni si è frammentato ed è andato smarrito. E oggi ci troviamo a delegare il nostro potere a questo piccolo sé che ci comanda (o personalità alterata). Questo è il primo obiettivo del libro.
Il secondo obiettivo di consapevolezza, che io ritengo sia fondamentale, è praticamente la questione dell’illusione. Cioè quella che noi da sempre chiamiamo Maya, la filosofia dell’illusione di Maya. Cos’è quest’illusione? In realtà l’illusione non è altro che ciò che ci appare.
Puoi spiegare meglio questo concetto?
La realtà di fatto è apparenza sulla quale siamo d’accordo. Il concetto è che se crediamo che una cosa sia vera, quella cosa appare vera per noi. Tutto ciò che ci circonda, in realtà non è altro che una proiezione mentale dell’essere che crede che il mondo sia esattamente così.
Di fatto immaginiamo di metterci di fianco ad uno specchio.
Osservandolo, vediamo che accadono delle cose nello specchio. Ma la realtà è che non accadono nello specchio. Lo specchio è solamente la manifestazione, il punto di manifestazione di quella cosa che avviene. La vera natura dell’opera è al di qua dello specchio, ciò che praticamente produce quell’immagine nello specchio. La realtà vera è al di fuori dello specchio, anche se nello specchio si manifesta.
Questo libro come strumento, cerca di fare comprendere esattamente questo concetto, applicabile anche alla nostra vita: in realtà noi non siamo in questo mondo, nel mondo esiste solo il nostro corpo che è un’interfaccia per sviluppare ciò che noi abbiamo come compito in questo piano. Un Essere produce un corpo per visitare un determinato universo e utilizza questo corpo per manifestare gli scopi di sé, in quanto essere spirituale. Nel momento in cui noi riusciamo a staccarci dal nostro corpo, cioè dalle emozioni che sono presenti nel nostro corpo, noi realmente possiamo orientare questo corpo fisico per manifestare il nostro sé. Cos’è illusione? Semplicemente il fatto che qui ci sono delle manifestazioni che sono il risultato di una nostra attività mentale. Con questa consapevolezza, io posso uscire da questa dimensione e posso andare in quella dimensione in cui esiste solo il pensiero, l’Essere puro. E per mezzo del pensiero io creo delle cose che si manifestano qui.
Che cosa ha rappresentato per te questo libro?
Voglio sottolineare una cosa, io sono un tipo un po’ particolare, nel senso che non mi piacciono i fronzoli, non mi piacciono talismani, non mi piacciono soprannomi, rituali. In sostanza non mi piacciono tutte quelle cose che snaturano la era natura dell’Essere. Ho scritto questo libro perché credo nel messaggio che porta, perchè è tutto quanto vero: l’ho provato. Chiaramente è vero per me. Chiunque voglia provare, però, può farlo. Gli strumenti ci sono, il libro stesso è uno strumento, e rileggendo, rileggendo rileggendo e applicando i canoni che vi sono scritti effettivamente si può arrivare a gestire questo mondo, nella maniera in cui dice la famosa frase “sono del mondo pur non essendo del mondo”.
Per ulteriori informazioni visita il sito di Arcangelo Miranda.

