L’uva è uno dei frutti più sani e completi che ci siano. Essa contiene il 15-18% di zuccheri semplici (glucosio, levulosio e mannosio) direttamente assimilabili dal nostro organismo senza alcun lavoro di digestione. L’uva contiene inoltre molte vitamine fra cui prevalgono la A la B1 la B2 e la C.
Questo frutto contiene inoltre buone quantità di acidi organici e di minerali (potassio, calcio, ferro, magnesio, sodio, rame, manganese, cloro, arsenico, iodio). È molto ricca di acido fosforico (17%) e di silicio (2,2%) e questo spiega la sua azione di ricostituente nervoso e di protettivo della pelle e dei capelli.
L’uva, poi, grazie alla sua ricchezza di sali minerali e di vitamine favorisce l’attività cardiaca e quella digestiva, contribuisce alla depurazione del pancreas e del fegato e favorisce quindi indirettamente il sonno e l’appetito. Essa è inoltre utile nella gotta, nelle nefriti e nelle artriti.
Quando questo mirabile frutto viene trasformato in vino, esso mantiene molte delle sue caratteristiche nutritive. È però ormai appurato che un abuso di questa bevanda nuoce alla salute dato il suo contenuto alcoolico (dal 10 al 14% di alcool puro). Al contrario, se si riesce a rimanere moderati nella sua assunzione, il vino (senza contare il suo apporto di vitamine e di minerali di cui si è detto) ha dei buoni effetti sull’emoglobina, sulla circolazione sanguigna e sul cuore, stimola la digestione e la diuresi ed esercita un’azione protettiva sull’ulcera gastrica.
Del resto, nell’antica e povera civiltà contadina non c’era la possibilità di abusarne e quel poco che ci si poteva permettere era assunto quasi sempre aggiungendogli dell’acqua. Le statistiche comprovano, infatti, che il consumo di alcolici ha subito un’impennata inarrestabile solo a partire dagli anni Sessanta del Novecento, con il cosiddetto boom economico. Il consumo pro-capite di vino in questi ultimi decenni è più che raddoppiato con effetti sconvolgenti per la salute fisica e mentale di moltissime persone e delle loro famiglie.
Quindi, fatte queste precisazioni, si può però affermare che se il vino è ottenuto da uve ben mature, che non hanno subito trattamenti con antiparassitari chimici, e se è lavorato mediante processi di vinificazione naturale (senza il ricorso a devitalizzanti elaborazioni industriali e all’aggiunta di sostanze poco meno che tossiche, ma secondo metodologie biologiche) e se, soprattutto, esso non è molto alcoolico, può rivelarsi una bevanda stimolante che nella misura di un paio di bicchieri a pasto può essere senz’altro salutare.
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