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Approfondimento: Respirazione Buteyko

Newsletter NOTIZIE SALUTARI Gennaio 2009
12/01/2009

Bambini allergici o asmatici: i farmaci sconsigliati

Respirazione Buteyko BambiniNel Notiziario di qualche mese fa avevo messo in guardia contro l'assunzione indiscriminata di preparati contro l'acidità di stomaco che, pur necessari in certi casi, vengono spesso presi (si tratta di una delle categorie di farmaci più venduti) anche  senza ricetta e consiglio medico, in ogni caso di  bruciore di stomaco. Avevo osservato che l'acido gastrico che spesso, come la CO2, viene presentato nelle vesti del "malfattore", è invece indispensabile, in giusta quantità, per l'assimilazione  dei cibi e per la distruzione di germi ingeriti con i cibi; la produzione di questo acido diminuisce con l'età ed i sintomi della sua mancanza sono per certi aspetti simili a quelli provocati dall'eccesso. Avevo anche scritto che spesso negli asmatici si riscontra una carenza di acido gastrico.

Una nuova ricerca conferma ora questa constatazione, e questo nesso tra asma e carenza di acido gastrico: il periodico "Clinical and Experimental Allergy di gennaio pubblica i risultati di uno studio di ricercatori  del Children's Hospital di Boston.  I ricercatori hanno esaminato i dati di ben 585.000 bambini nati tra il 1995 ed il 2004, ed hanno constatato che se le madri, durante la gravidanza, avevano assunto farmaci contro l'acidita' di stomaco, i bambini  nati a queste madri risultavano  allergici o asmatici in una misura superiore del 43% rispetto a quelli nati da madri che non avevano usato questi farmaci durante la gravidanza. Pur non pronunciandosi quanto alla causa, i ricercatori mettono anch'essi in rilievo il fatto che gli anti-acidi inibiscono l'assimilazione nell'organismo materno di sostanze come la vitamina B12 e  le proteine.

Quando respirare mette serenità

Un interessante articolo pubblicato sul "New Scientist" (nr.2689), con il titolo "How your friends can affect your mood," mette in rilievo come lo stato d'animo  delle persone che ci circondano influenzi il nostro umore molto piu' di quanto non pensiamo. Cio' vale non solo per le persone che ci sono care, ma anche per le persone con le quali non abbiamo particolari legami di amicizia e parentela, ma con le quali siamo in contatto per periodi di una certa durata. Lo stato d'animo di queste persone, (allegria, felicità, noia, depressione, stanchezza ecc.) tende a "contagiarci" senza che ce ne rendiamo conto. L'articolo, nel mettere in rilevo che "le sensazioni possono essere contagiose come un virus", osserva che tendiamo a copiare e imitare, senza rendercene conto, le espressioni visive, le inflessioni della voce e il "linguaggio corporeo" delle persone che ci circondano (ne parlo brevemente, accennando ai neuroni-specchio, anche nel mio libro "Attacco all'Asma…e non solo").

L'articolo non menziona ovviamente il modo di respirare tra quei fattori che tendiamo a copiare, e questo non mi sorprende, poiché anche medici e scienziati di tutto rispetto tendono a non dedicare particolare attenzione, nei loro studi e nelle loro osservazioni, al modo in cui le persone respirano. Mi sembra tuttavia indubbio, (e basta osservarsi con una certa attenzione per rendersene conto) che tendiamo ad imitare il modo di respirare  delle persone che ci circondano, soprattutto quando queste persone ci parlano (una persona che ci parla inspirando ogni due parole tende a far respirare anche noi in modo affannoso ecc.). E se questo fattore (l'imitazione del modo di respirare) fosse proprio quello che, piu' ancora degli altri menzionati nello studio,  ci trasmette lo stato d'animo di serenita' o depressione delle persone che ci circondano? Sull'argomento vi sarebbe molto da approfondire; vorrei qui solo  sottolineare l'importanza, per  genitori, insegnanti, e per  coloro che  devono lavorare parlando molto, di "mettere in ordine" il proprio modo di respirare, non solo per il bene della propria salute ma anche per quella dei bambini e adulti che li ascoltano.

Attacco all'asma

Gli esercizi di respirazione Buteyko hanno bisogno di una applicazione costante! Si tratta, come non mi stanco di ripetere, di  una delle misure più importanti per il riacquisto/mantenimento della salute, e  per  ottimizzare la forma, fisica e mentale.

Ricevo, dai miei pazienti e dai lettori del mio libro "Attacco all'Asma…e non solo", tanti di quei riscontri positivi sul successo del metodo Buteyko in casi di asma/ipertensione/ansia ecc.  che ormai resto sorpresa solo nei rari casi in cui il successo manca (e quasi sempre il motivo consiste nel fatto che non vi e' stata perseveranza nel portare avanti il programma di esercizi consigliati).

Ora vorrei però  riportare un messaggio riguardante una situazione più inusuale, che mi è appena pervenuto, da Paola Piasentin (che mi ha gentilmente autorizzata a pubblicare il suo nome e la sua email: paolpias@tin.it ).
Ecco il  messaggio "….Il 22 ottobre ho dato un concerto al teatro Politeama di Lecce, da molti anni non facevo più concerti di un certo rilievo, ero terribilmente agitata e il cuore andava a mille, per la perdita dell'abitudine a suonare per un pubblico (c'era anche la TV locale che riprendeva, e questo mi agitava ancora di più) e per il poco tempo che ho avuto per prepararlo. Che fare?  Mi sono isolata mezz'oretta nel camerino, e ho fatto mezz'ora di esercizi Buteyko, risultato: il cuore si è calmato tantissimo e mi sentivo mentalmente molto più tranquilla e concentrata, ho suonato bene ed è andato tutto bene. Se lo avessi saputo in passato, mi sarei risparmiata tanti patemi e corse alla toilette… "

Quello dell'"ansia da prestazione" è un problema molto comune che, anche se non ha in genere conseguenze negative per la salute, può tuttavia farci mancare occasioni importanti, in cui avremmo voluto "dare il massimo" e  non ci siamo riusciti a causa di quest'ansia. Quante volte, davanti  ad un esaminatore/possibile datore di lavoro/capoufficio, in una recita o discorso in pubblico ecc. improvvisamente  ci siamo trovati alle prese con  amnesia/batticuore/voce tremolante, e abbiamo magari fatto una "brutta figura".

Purtroppo, la costituzione del nostro organismo è ancora quella dell'uomo preistorico e, quando dobbiamo "dare il meglio" l'organismo, nella sua grande saggezza innata, pensa che, come capitava ai nostri antenati preistorici, dovremo affrontare un nemico armato di clava o un leone,  e non un esaminatore o capoufficio, e quindi ci mette a disposizione tutte le reazioni che ci sarebbero utili se dovessimo rendere al meglio per affrontare non una prestazione  mentale-artistica, ma un grosso sforzo fisico, e quindi ci fa accelerare la respirazione (e questa intensificazione della respirazione non sarebbe dannosa  ma anzi utile e necessaria se si dovesse in effetti fare movimento fisico).

Basta questa riflessione per capire che, quando lo sforzo che dovremo affrontare non è fisico ma mentale, sarebbe bene non intensificare la respirazione (e quindi niente "bei respiri profondi") ma al contrario diminuirla.. Forse i nostri discendenti, tra migliaia di anni, avranno un organismo che in situazioni di stress reagirà automaticamente  mettendo l'organismo in condizioni tali da ottimizzare le prestazioni intellettuali e non quelle fisiche. Nel frattempo,  varrebbe la pena di  imparare il metodo di respirazione Buteyko anche solo per rendere intellettualmente al massimo in queste  situazioni (per non parlare dei benefici per la salute!)



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Newsletter a cura di Fiamma Ferraro per l'Associazione ButeykoItalia - Gennaio 2009



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