Approfondimento: Pellegrino Artusi e l'Arte in Cucina
appunti d'Autore
21/12/2007
«La cucina è una bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, ma dà anche piacere, perché quelle volte che riu-scite, o che avete superata una difficoltà, provate compiaci-mento e cantate vittoria. Diffidate dei libri che trattano di quest’arte: sono la maggior parte fallaci o incomprensibili, specialmente quelli italiani; meno peggio i francesi; al massi-mo, tanto dagli uni che dagli altri, potrete attingere qualche nozione utile quando l’arte la conoscete già. Se non si ha la pretesa di diventare un cuoco di baldacchino non credo sia necessario, per riuscire, di nascere con una cazzeruola in capo; basta la passione, molta attenzione e l’avvezzarsi precisi: poi scegliete sempre per materia prima roba della più fine, perché questa vi farà figurare. Il miglior maestro è la pratica sotto un esercente capace; ma anche senza di esso, con una scorta simile a questa mia, mettendovi con molto impegno al lavoro, potete, io spero, annaspar qualche cosa.»
Pellegrino Artusi
FORLIMPOPOLI chiama…
Pellegrino Artusi è riconosciuto da tutti come il padre della cucina italiana ed il suo libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” è presente in quasi tutte le cucine italiane ed è stato tradotto in diverse lingue (in-glese, tedesco, olandese, spagnolo) costituendo uno dei libri italiani più diffusi nel mondo.
Nonostante i suoi 100 anni suonati, “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” è ancora interessan-tissimo ed attualissimo, non solo da un punto di vista storico e letterario, ma anche da quello culinario.
Tanti sono infatti i grandi chef, i dilettanti e le ca-salinghe che usano il Manuale dell’Artusi per preparare ricette in grado di prendere per la gola i buongustai.
Esso è ancora oggi associato alle ricette di terri-torio, all’uso di prodotti agricoli di qualità e di stagione ed è un punto di riferimento importante per tanti autori che scrivono libri, saggi e manuali di interesse culinario.
Anche l’ACCADEMIA per la valorizzazione eno-gastronomica Italiana propone un’iniziativa di grande spessore: “ARTUSI, il tascabile” è un piccolo grande ma-nuale, che riporta una selezione di grandi ricette per la cucina di oggi scelte dalla benemerita Associazione Cuo-chi “Pellegrino Artusi” di Cervia-Ravenna.
L’Amministrazione Comunale di Forlimpopoli, for-temente impegnata a valorizzare ed a diffondere l’opera del suo più grande Concittadino, plaude a questa impor-tante iniziativa che riesce a mettere in evidenza, ancora una volta, l’importanza della proposta artusiana.
Paolo Zoffoli
sindaco del Comune di Forlimpopoli
FIRENZE risponde…
Grazie Marietta!
«… alla Marietta Sabatini lire cinquemila libere da tassa di successione, il letto completo della sua camera, compresa la mia coperta di seta gialla e, per ricordo, la mia catena lunga d’oro da orologio…
… Per quanto avranno durata, dopo la mia morte, i miei diritti d’autore sul Manuale “LA SCIENZA IN CUCINA E L’ARTE DI MANGIAR BENE” voglio siano ceduti in eguali proporzioni al mio cuoco Ruffilli Francesco e alla mia cameriera Maria Sabatini perché mi hanno coadiuvato al buon esito di quel libro.»
Dal testamento di Pellegrino Artusi
(Forlì 1820-Firenze 1911)
Dice Pellegrino: «… con questo Manuale pratico basta si sappia tenere un mestolo in mano che qualche cosa si annaspa.»
Solo che il mestolo lo teneva in mano soprattutto la toscana Maria Sabatini, detta Marietta, insieme al cuo-co tuttofare forlivese Francesco Ruffilli, personaggio che la storia ha messo in secondo piano rispetto alla pur semplice e rispettosa collaboratrice.
La prima edizione de “LA SCIENZA IN CUCINA” è del 1891, quando l’Artusi ha già 71 anni; di Marietta pensava: «È brava cuoca e tanto buona ed onesta…».
A sua volta, in un’intervista pubblicata nel 1932 su La Cucina Italiana, Marietta dichiarava: «Mi trattava come una figlia. Ed io, umile donnina, lo aiutavo come e più che potevo…
… Si provavano le ricette, tutte, una ad una. Ac-canto a lui instancabile era sempre il suo cuoco, che gli voleva tanto bene. Io pure non lo lasciavo mai!»
Se è vero, come si sente spesso dire, che a fian-co di un grande uomo c’è sempre una grande donna, mi sono spesso chiesto se il libro di Pellegrino sarebbe mai stato “cucinato” senza la presenza della fedele Marietta!
A conferma della sua importanza, la città di For-limpopoli, nell’ambito della FESTA ARTUSIANA, assegna ogni anno il prestigioso “Premio Marietta” «per rendere omaggio a tutte le Mariette di oggi, naturalmente senza distinzioni di sesso, a tutti quei personaggi che, nella cer-chia privatissima della loro vita e dei loro affetti, esercitano con amore e abilità la scienza in cucina e l’arte di mangiar bene».
Ecco perché, in questo libro, che ha l’ambizione di aver selezionato e aggiornato, se così si può dire, un buon numero delle migliori ricette di Pellegrino, creando un nuovo Manuale pratico tutto da gustare, sento il dove-re di dire, non solo a nome di tutti gli “Artusi”: GRAZIE MARIETTA!
Luciano Artusi da Firenze,
Provveditore della Venerabile Confraternita de’ Quochi