Le mie intuizioni più grandi del “Segreto” vengono dagli insegnamenti di Robert Collier, Prentice Mulford, Charles Haanel e Michael Beckwith.
Rhonda Byrne
Al pari di altri, ho ricavato una brutta impressione dalla presentazione di The Secret. Con la guerra in Iraq, il genocidio in Africa, l’effetto serra e i tracolli delle celebrità, il messaggio di The Secret che esortava a mettere in mostra il corpo magro e ad attirare una BMW nuova di zecca mi sembrava narcisistico in modo patologico se non addirittura perverso.
I detrattori di The Secret si sono lamentati per “l’eccessivo materialismo” contenuto nel libro e nel dvd.
Se “il Segreto” è “spirituale”, obiettano, cosa c’entrano tutti questi “esperti della ricchezza”?
La risposta si trova nel libro che ha inizialmente ispirato la creazione di The Secret, ossia La Scienza del diventare ricchi di Wallace D. Wattles. Questo libro era espressamente «destinato a uomini e donne il cui bisogno principale è il denaro, che vogliono prima diventare ricchi e poi ricavarne una filosofia». In altre parole, il libro di Wattles era stato scritto per persone disperate.
Questa era proprio la situazione di Rhonda Byrne quando si imbatté nel testo. Ed ecco che nel giro di due anni diventò multimilionaria. Allo stesso modo, il film che realizzò si rivolgeva agli appartenenti alla classe media e medio-bassa, ossia a persone che non riescono a far quadrare i conti e che sognano una via d’uscita dalla loro schiavitù finanziaria. È facile capire perché gli scettici irriducibili e quelli con un cospicuo conto in banca difficilmente avrebbero trovato consolazione nelle idee presentate in The Secret.
Era passato quasi un anno dall’uscita del film quando ho finalmente letto il libricino a cui Rhonda Byrne attribuisce il merito di aver dato inizio alla sua grande avventura, ossia La Scienza del diventare ricchi di Wallace D. Wattles. La sua prosa lapidaria ha avuto un effetto elettrizzante anche su di me, spingendomi a liberarmi dell’irrefrenabile cinismo che sentivo nei confronti di The Secret e suscitando in me un ritrovato interesse per un affascinante episodio della storia americana noto come movimento del New Thought (Nuovo Pensiero).
La scienza del diventare ricchi è straordinario e, contrariamente a quanto suggerisce il titolo, non è un testo per arricchirsi in fretta e non contiene praticamente nessun consiglio economico o finanziario. Si tratta di un manuale conciso ed elegante sullo sviluppo e sulla conservazione di uno stato mentale che Wattles definisce “un Certo Modo”. La sua opinione, innovativa per l’epoca, era che «Per vivere pienamente, l’individuo ha bisogno di amore e la povertà impedisce all’amore di esprimersi al meglio…È desiderio di Dio che tu diventi ricco».
Wattles è stato influenzato principalmente da Emerson e da Hegel, entrambi i quali avevano subìto l’influsso degli antichi testi induisti e buddhisti, che all’epoca iniziavano ad essere tradotti nelle lingue europee. Il fondamento di queste filosofie religiose è il concetto di monismo. Per dirla con le parole di Wattles:
La teoria monistica dell’universo è che Uno è Tutto e Tutto è Uno; l’idea che un’unica Sostanza si manifesta nei tanti elementi esteriori del mondo materiale è di origine induista e si è fatta strada nel pensiero occidentale per duecento anni. È il fondamento di tutti i filosofi orientali, come pure di Cartesio, Spinosa, Leibniz, Schopenauer, Hegel ed Emerson
Nell’Europa del XVII secolo, il concetto di “Tutto è Uno” era, ed è tuttora, eretico sia per il cristianesimo, sia per l’ebraismo, sia per l’islamismo e nel 1656 Spinoza fu scomunicato dalla comunità ebraica ortodossa proprio a causa delle idee monistiche contenute nei suoi scritti.
Grazie al Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, Wattles disponeva di una libertà maggiore e poté operare un’affascinante sintesi tra monismo occidentale e pragmatismo americano, una fusione che conserva tuttora il suo fascino per una silenziosa maggioranza, sparsa in tutto il mondo, che non aderisce a posizioni estreme.
Tuttavia, come Spinoza prima di lui, Wattles venne rimosso dalla carica di pastore della Chiesa Metodista perché predicava dei valori che credeva ardentemente essere in linea con il cristianesimo, ma che non vennero evidentemente ritenuti tali dal clero locale.
Il libro di Wattles viene considerato uno dei classici del movimento del New Thought e la sua filosofia globale, esposta anche in altri suoi lavori, tra cui A new Jesus, how to be a genius: the science of being great (Un nuovo Gesù, Come diventare un genio: la scienza del diventare grandi), How to energize your marriage (Come rinvigorire il tuo matrimonio), The new science of living and healing (La nuova scienza del vivere e guarire), Lessons in constructive science: the personal power course (Lezioni di scienza costruttiva: il corso di potere personale), pone Wattles come esponente modello del New Thought, che all’epoca stava appunto fiorendo attorno a lui, soprattutto negli Stati americani del Nordest e del Midwest.
Oltre ad alcuni dei nomi elencati nella cronologia, nel suo libro Rhonda Byrne asserisce che numerose figure di spicco, sia del passato che del presente, erano “maestri passati del Segreto”. Tra di essi figurano Aristotele, Platone, Ermes Trismegisto, Buddha, Beethoven, Victor Hugo, Isaac Newton, Alexander Graham Bell, Thomas Edison, Henry Ford, Winston Churchill, Albert Einstein, Carl Jung, W. Clement Stone, Robert Collier, Thomas Troward, Martin Luther King Jr. e Joseph Campbell.
Poiché nessuno di questi uomini ha mai predicato apertamente quello che Rhonda chiama “il Segreto”, probabilmente si riferisce agli elementi monistici e di auto-responsabilità che emergono chiaramente nei loro scritti.
Quello che forse non è risaputo a proposito di questi grandi uomini è che probabilmente alcuni praticavano l’alchimia, una disciplina filosofica e spirituale che fino al XVI secolo in Europa era considerata una scienza.
Il nome nella lista di Rhonda Byrne dei “maestri passati del Segreto” che mi è subito saltato agli occhi è stato Ermes Trismegisto, il probabile autore dell’ugualmente misteriosa Tavola di smeraldo e presunto inventore dell’alchimia e dell’ermetismo, come indicato sul sito di The Secret:
La Tavola di smeraldo viene considerata uno dei testi storici più importanti noti all’uomo e risale a migliaia di anni fa. Nel corso degli anni si è venuta a creare una domanda: fu scritto da un uomo o da un dio? Il suo autore è sconosciuto ma l’opera viene attribuita alla divinità greco-egiziana Ermes Trismegisto, inventore dell’alchimia e dell’ermetismo. Fin dai tempi degli egizi la Tavola di smeraldo è stata tradotta dai maggiori pensatori al mondo, tra cui Isaac Newton, ed è stato venerato da alchimisti, scienziati e filosofi. Tratta dell’interconnessione e dell’unicità di tutte le cose e della natura dell’universo e della creazione. In alcuni casi la Tavola viene vista come una guida per assistere gli uomini nei loro rapporti con l’universo. La tavola originale è andata perduta nel IV secolo, poiché veniva nascosta per sottrarla ai fanatici religiosi che setacciavano il mondo civilizzato distruggendo i manufatti. Una teoria sostiene che la tavola venne sepolta nelle sabbie della piana di Giza .
Durante le mie ricerche sono rimasta sorpresa nello scoprire che Isaac Newton ha in realtà scritto di più sull’alchimia che sulle cose per le quali è diventato poi famoso.
Uno dei testi alchemici ritrovati fra i suoi documenti è proprio la succitata traduzione della Tavola di smeraldo.
In una delle prime scene del film The Secret si vede la Tavola di smeraldo che viene trascritta in fretta e poi sepolta sotto la sabbia da un antico scriba egiziano, mentre i soldati gli danno la caccia.
Si presume che la fonte documentata più antica sulla Tavola di smeraldo sia stata scritta nell’800 d.c. dallo sceicco persiano sufi Abd al-Qadir al-Jilani. Si dice che il testo accenni segretamente alla formula per ottenere l’oro alchemico e che suggerisca come innalzare il proprio livello di consapevolezza.
1. È vero senza menzogna, certo e verissimo.
2. Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una.
3. E poiché tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento.
4. Il Sole è suo padre, la luna è sua madre.
5. Il vento l'ha portata nel suo grembo, la terra è la sua nutrice.
6. Il padre di tutta la perfezione del mondo è qui.
7. La sua forza o potenza è intera se essa è convertita in terra.
7a. Separerai la terra dal fuoco, il sottile dallo spesso dolcemente e con grande industria.
8. Sale dalla terra al cielo e nuovamente discende in terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori.
9. Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò l'oscurità fuggirà da te.
10. La sua forza è sopra ogni forza, perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida.
11. Così è stato creato il mondo.
12. Da ciò sono e derivano meravigliosi adattamenti, il cui metodo (o processo) è qui.
13. È perciò che sono stato chiamato Ermes Trismegisto, avendo le tre parti della filosofia di tutto il mondo.
14. Ciò che ho detto dell'operazione del Sole è compiuto e terminato .
Naturalmente si deve essere iniziati ai misteri per comprendere il significato di questa saggezza. Il solo verso che mi è chiaro è il numero tre, che sostiene il principio monistico per cui «tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento».
L’ulteriore approfondimento del vasto e affascinante argomento dell’ermetismo, di cui l’alchimia è solo una parte, esula dagli scopi di questo testo. Tuttavia, si percepisce la sua presenza in tutto The Secret, cosa che porta alcuni religiosi paranoici a sospettare che il film sia una sorta di “complotto rosacrociano”, di cui mi occuperò più avanti nel testo.
Nato nel 1834, Prentice Mulford viene considerato un antesignano del movimento del New Thought. Visionario che si guadagnava da vivere con i lavori più strani e scrivendo per i quotidiani di San Francisco, negli ultimi anni della sua vita visse come un eremita e scrisse la serie di saggi in sei volumi intitolata The White Cross Library (Biblioteca della croce bianca).
Era interessato ai fenomeni mentali e spirituali e pare che praticasse la telepatia. I suoi saggi onirici furono ispirati soprattutto dal contatto con la natura. Scrisse «nella vita spirituale ognuno è scopritore di se stesso e non bisogna abbattersi se gli altri non credono alle tue scoperte. È tuo compito proseguire, continuare a scoprire e accrescere la tua felicità personale.»
Il suo miglior libro è Il Segreto per esprimere il meglio di te (Your forces and how to use them).
Charles Haanel era un industriale di successo dei primi anni del XX secolo e oggigiorno è meglio conosciuto come l’autore de La chiave suprema, che insegna i princìpi, le cause, gli effetti e le leggi che sottostanno a tutti i traguardi e successi. Ancora una volta, nelle sue opinioni ritroviamo una corrente monisitica e induista, come nella letteratura del New Thought e della Unity.
Nel corso della sua vita Haanel ha conseguito numerose lauree, inclusi un dottorato in medicina presso l’Universal College di Dupleix, in India e una laurea in metafisica al College of Divine Metaphysics in California.
Vale la pena leggere la definizione di “legge metafisica” riportata sul sito del College of Divine Metaphysics perché sintetizza piuttosto bene la visione del mondo di tutti i maestri del “Segreto”. In breve, la definizione della “legge metafisica” è “il Segreto”:
L’esistenza dell’uomo in questa dimensione terrestre non dipende dalle cose materiali, bensì dalla legge metafisica. I progressi e le invenzioni sono il risultato del pensiero. Alcuni sostengono che il progresso è un’estensione dell’anima, ma l’anima è costituita dalla mente; pertanto, il pensiero creativo deve precedere la trasformazione del sentimento estatico nelle belle arti o in altre creazioni.
La stessa Mente Universale che ispira una persona a comporre meravigliose poesie spinge un’altra verso un folgorante successo negli affari o nella finanza. Tutta la saggezza e il potere risiedono nella Mente Universale e attraverso la propria coscienza interiore ciascun individuo prende dall’universale ciò a cui la sua mente si sente legata, quello che gli è più vicino per ciò che lui è nel pensiero e nei sentimenti.
In altre parole, ci sintonizziamo sulla nostra lunghezza d’onda. Non esistono errori: ciò che viene a noi dall’universale viene a noi perché lo attiriamo con i nostri pensieri e sentimenti.
Da questa fase più profonda della mente deriva tutta l’ispirazione, sia che serva a scrivere un libro poderoso, a dipingere un magnifico quadro, a lanciare una grande invenzione o a vincere una giusta causa. Tutti i meravigliosi e significativi risultati dell’uomo sono semplicemente l’essudazione del pensiero dalla inesauribile sorgente della Mente Universale.
Vi sono delle leggende metropolitane che affermano che una “chiesa” non precisata nel 1933 abbia bandito il libro di Haanel, facendolo ritirare dalla circolazione, mentre le copie venivano scambiate senza sosta sul mercato dei libri rari. Si dice che sia in questo modo che Bill Gates ha ottenuto la sua copia mentre era ancora uno studente di Harvard. A quanto pare è stata proprio La chiave suprema a dargli il coraggio di abbandonare l’università e di fondare la Microsoft.
È il segreto della Silicon Valley che quasi ogni imprenditore che ha fatto fortuna negli ultimi anni ci è riuscito studiando le parole di Haanel, scritte più di ottanta anni fa! Quasi ogni miliardario della Valley ha letto La chiave suprema di Charles F. Haanel. Dal momento che non veniva più stampato, le copie di questo testo divennero un bene molto richiesto nella Valley .
Michael Beckwith è l’unico maestro vivente a cui Rhonda Byrne attribuisce gran parte del merito per la sua trasformazione personale. È il fondatore del centro spirituale Agape International a Los Angeles e si definisce “un progressista transreligioso non allineato”. Fa parte di commissioni internazionali insieme a personaggi di spicco in ambito spirituale, quali Sua Santità il Dalai Lama, il Dr. Ariyaratne, fondatore di Sarvodaya e Arun Gandhi, nipote di Mohandas K. Gandhi.
Agape viene definito «una comunità spirituale transconfessionale le cui porte sono aperte a tutti coloro che ricercano la spiritualità autentica, la trasformazione personale e il servizio disinteressato all’umanità.»
Beckwith è autore di 40-day mind fast soul feast (Festa di 40 giorni per la mente e l’anima), A manifesto of peace (Manifesto della pace) e Living from the overflow (Vivere in abbondanza) e viaggia spesso per tenere discorsi nelle chiese Unity e altre chiese affiliate in tutto il paese, guidando i gruppi nel suo “Visioning Process”.
La meditazione è un processo con cui ci alleniamo ad ascoltare, sentire, vedere e afferrare il piano di Dio per la nostra vita o per un particolare progetto su cui stiamo lavorando. Differisce dalla visualizzazione in quanto permettiamo all’idea di Dio di venire a noi, invece di tentare di creare delle determinate cose che vogliamo manifestare. Vi sono le fasi consce della concentrazione, del silenzio, della gratitudine e altre ancora…
Ho avuto la fortuna di assistere a un corroborante servizio Agape tenuto da Beckwith a Los Angeles. Il suo discorso sui “fastidi domestici” era smodatamente divertente, incredibilmente profondo e assolutamente brillante. Il nocciolo del discorso era che le persone si fissano su piccole cose insignificanti che le ostacolano sulla via per la felicità e per l’introspezione spirituale e più permettono loro di distrarle e irritarle, più queste cose tornano a infastidirle in un crescendo continuo.
Beckwith spese inoltre alcune parole sui fedeli che si preoccupavano maggiormente di come pregavano, piuttosto che dell’atto della preghiera, criticando quelli che veneravano la forma di culto più di colui che adoravano, Dio stesso.
All’epoca non ero a conoscenza dell’attrito esistente tra Agape e le altre chiese cristiane, ma dopo aver compiuto le ricerche per questo libro, ora mi rendo conto che quei commenti erano una chiara risposta alle osservazioni di alcuni fondamentalisti mosse a Beckwith e alla sua chiesa.
Per quanto mi riguarda, il servizio Agape di Beckwith è stata l’esperienza più illuminante che abbia mai vissuto in una chiesa o in ambiente “spirituale”. Il coro era incredibile! Se vivete a Los Angeles o vi capita di visitare la città di domenica, l’incredibile opportunità di assistere ai poderosi discorsi di Beckwith e di comunicare con un gruppo di persone così amorevoli e speciali è un evento imperdibile che persino io raccomando caldamente a tutti!
Pagine 208, € 12.00

