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Approfondimento: Mente e Guarigione

estratto da "Il Potere della Mente" di Thomas Troward
Fonte: Redazione
Estratto
03/11/2011

Usare la mente per guarire è uno dei gli scopi della Scienza della Mente. Thomas Troward ne spiega i principi attraverso questo estratto da Il Potere della Mente:

Il tema della guarigione è stato ampiamente trattato da numerosi scrittori e merita la nostra piena attenzione, ma l’oggetto di questo capitolo è formare lo studioso sui principi generali su cui è basato ogni uso cosciente del potere creativo del pensiero, piuttosto che delineare regole formali per applicazioni specifiche.

Esaminerò dunque i principi generali comuni ai vari metodi di guarigione mentale in uso, ciascuno dei quali deriva la sua efficacia, non dalla peculiarità del metodo, ma dal fatto che ha una natura tale che la legge superiore della natura gli consente di operare.

Il principio generalmente stabilito da ogni guaritore mentale, in qualunque modo venga spiegato, è che alla base di ogni guarigione vi è un mutamento di convinzione. La sequenza è la seguente:

  • la mente soggettiva è la facoltà creatrice dentro di noi, che crea qualunque cosa la mente oggettiva le imprima;
  • la mente oggettiva, o intelletto, vi imprime il suo pensiero;
  • il pensiero è l’espressione della convinzione, di conseguenza qualunque cosa venga creata dalla mente soggettiva è la riproduzione esteriore delle nostre convinzioni.

Usare la Mente per GuarireAnalogamente il nostro scopo è mutare le nostre convinzioni e non possiamo farlo se non abbiamo solide basi su cui convincerci della falsità di quelle vecchie e dell’esattezza di quelle nuove, e tali basi possono essere trovate in quella legge della causalità che ho cercato di spiegare.

La convinzione errata che si esterna come una malattia è che una qualche causa secondaria, che in realtà è solo una condizione, sia una causa primaria. La conoscenza della legge ci mostra che esiste un’unica causa primaria e questo è il fattore che nella nostra individualità chiamiamo mente soggettiva o subconscia. È per questa ragione che ho sottolineato la differenza tra innestare un’idea nella mente subconscia, cioè sul piano dell’assoluto e senza alcun riferimento a tempo o spazio, e innestare la medesima idea nella mente intellettuale e conscia, che percepisce le cose solo legate al tempo e allo spazio.

L’unico concetto che si può avere di se stessi nell’assoluto, o incondizionato, è quello di un puro spirito vivente, non vincolato a condizioni di alcun tipo e quindi non soggetto alla malattia; e se tale idea è fermamente impressa nella mente subconscia, verrà anche esternata.

La ragione per cui tale processo non ha sempre successo al primo tentativo è che per tutta la vita abbiamo avuto la falsa convinzione che la malattia fosse un’entità concreta a sé e dunque una causa primaria, piuttosto che una condizione negativa derivante dall’assenza di una causa primaria; e una convinzione che ci è stata inculcata fin dall’infanzia non può essere sradicata con uno schiocco di dita.

Spesso capita quindi che, per qualche tempo dopo una cura, vi sia un miglioramento nella salute del paziente, ma poi si ripresentano i vecchi sintomi. Ciò accade perché la nuova convinzione nella propria facoltà creativa non ha ancora avuto il tempo di penetrare in profondità nella mente subconscia, ma vi è entrata solo parzialmente.

Ogni trattamento che ha successo rafforza nella mente subconscia la nuova convinzione, fino agli effetti di una cura permanente. Questo è il metodo di auto-trattamento basato sulla conoscenza della legge da parte del paziente. Tuttavia non tutti gli uomini posseggono tale conoscenza, o comunque non tutti la comprendono a sufficienza per poter curare se stessi ed è in tali casi che diviene necessario l’intervento del guaritore.

L’unica differenza tra il guaritore e il paziente è che il primo ha appreso come controllare le modalità meno consapevoli dello spirito attraverso quelle più consapevoli, mentre il paziente non ha ancora raggiunto tale conoscenza; e ciò che fa il guaritore è sostituire la propria mentalità oggettiva o cosciente, legata all’intelletto, a quella del paziente, in modo da avere accesso alla sua mente subconscia e imprimervi un’idea di perfetta salute.

La domanda che sorge spontanea è come può il guaritore sostituire la mente cosciente del paziente con la propria? E la risposta mostra l’applicazione pratica di quei principi astratti che abbiamo delineato nei primi capitoli. [...]

Dobbiamo quindi allontanare il pensiero dai sintomi e dalla personalità corporea del paziente e pensare a lui come a un’individualità puramente spirituale e, in quanto tale, del tutto libera da vincoli con qualunque condizione, pronta invece a manifestare volontariamente le condizioni che maggiormente esprimono la vitalità e intelligenza che sono il puro spirito.

In questo modo, affermiamo mentalmente che egli svilupperà una corrispondenza tra la perfetta vitalità che ha interiormente e che dovrebbe possedere anche esteriormente; se il pensiero conscio del guaritore imprime tale suggestione, mentre quello del paziente allo stesso tempo imprime il fatto di stare ricevendo il pensiero attivo del guaritore, il risultato è che la mente subconscia del paziente riconosce il proprio potere creativo e, in base alla riconosciuta legge della mentalità soggettiva, permette a tale suggestione di manifestarsi all’esterno e la salute sostituisce così la malattia.

Mente Subconscia e guarigioneÈ necessario comprendere che lo scopo del processo appena descritto è quello di rafforzare l’individualità del soggetto e non di dominarla. Usarla a quest’ultimo scopo equivarrebbe a un’inversione, che farebbe ricadere sull’operatore la giusta punizione. Ho descritto l’esempio di un caso in cui il paziente coopera consapevolmente con il guaritore ed è proprio allo scopo di ottenere tale cooperazione che di norma il guaritore mentale spiega al paziente i principi generali della Scienza della Mente, se egli già non li conosce. Ma questo non è sempre consigliabile o possibile.

A volte l’affermazione di principi che si oppongono a pregiudizi già esistenti determinano opposizione e qualsiasi antagonismo attivo da parte del paziente tende a intensificare la barriera di personalità conscia che è obiettivo del guaritore rimuovere. In questi casi niente è efficace quanto l’assenza del trattamento. Se lo studente ha compreso tutto ciò che è stato detto sul tema dello spirito e della materia, vedrà che nel trattamento mentale il tempo e lo spazio non svolgono alcun ruolo, poiché l’intera azione ha luogo su un piano in cui tali condizioni non si applicano; ed è quindi irrilevante che il paziente si trovi all’immediata presenza del guaritore o in un altro Paese.

In queste circostanze si scopre per esperienza che uno dei metodi più efficaci di guarigione mentale è il trattamento durante il sonno, poiché in quella fase l’intero sistema del paziente è in un naturale stato di rilassamento che gli impedisce di opporsi al trattamento. Analogamente anche il guaritore è in grado di agire con più efficacia mentre dorme, piuttosto che da sveglio. Prima di andare a dormire deve imprimere con forza nella sua mente soggettiva il suo compito; trasmettere una suggestione curativa alla mente soggettiva del paziente, dopodiché, in base ai principi generali della relazione tra mente soggettiva e mente oggettiva, tale suggestione viene trasmessa durante le ore in cui l’individualità cosciente riposa.

Tale metodo è applicabile ai bambini, a cui non è possibile spiegare i principi della scienza; o anche alle persone che si trovano lontano: e infatti l’unico vantaggio derivante dall’incontro personale tra guaritore e paziente è nelle istruzioni che il primo può dare al secondo, orali, o può esservi un beneficio anche quando il paziente si trova in quella prima fase di conoscenza in cui la presenza visibile del guaritore trasmette la suggestione che si sta facendo qualcosa che non si potrebbe fare in sua assenza; altrimenti la presenza o assenza del paziente è praticamente indifferente.

Lo studente deve sempre ricordare che la mente subconscia non deve lavorare attraverso l’intelletto o la mente cosciente per produrre i suoi effetti curativi. Essa è parte della forza creativa della Natura che tutto pervade, mentre l’intelletto non ha facoltà creative, ma distributive.

Il passo tra la guarigione mentale e fenomeni quali telepatia, chiaroveggenza e altro è brevissimo, essendo tutte manifestazioni affini del potere trascendentale che viene di volta in volta esibito dall’entità soggettiva e che rispettano leggi tanto accurate quanto quelle che governano quelle che siamo abituati a considerare le nostre più normali facoltà; tuttavia non è possibile parlare di tutto ciò in un libro che ha come scopo quello di delineare i principi che stanno alla base dei fenomeni spirituali.

Finché questi non verranno pienamente compresi, lo studioso non può tentare lo studio di capacità più interiori; fare ciò senza solide conoscenze di base e qualche esperienza nella loro applicazione pratica significherebbe soltanto esporsi a pericoli sconosciuti e sarebbe contrario al principio scientifico secondo cui l’avanzamento in territorio inesplorato può essere compiuto soltanto partendo da ciò che conosciamo, altrimenti giungiamo soltanto in una regione indistinta e confusa priva di principi chiaramente definiti a guidarci.

Copertina libro: Il Potere della Mente

Thomas Troward

Il Potere della Mente

La moderna Scienza della Mente ha diversi rami che abbracciano un universo di conoscenze vastissimo. Tutti questi rami prendono origine dal seme gettato da un...

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