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Autore: Associazione Cuochi "Pellegrino Artusi"

Associazione Cuochi "Pellegrino Artusi"

L'Associazione Cuochi "Pellegrino Artusi" aderisce alla Federazione Italiana Cuochi la più importante nel settore in Italia, ha curato e selezionato le ricette qui riportate, con il beneplacito di Giovanni Artusi, presidente dell’Accademia Artusiana di Forlimpopoli.

per mettervi in contatto con l'Asscociazione: ass.cuochi.artusi@virgilio.it

Chi è Pellegrino Artusi?

Forlimpopoli, 4 agosto 1820 – Firenze, 30 marzo 1911) è stato un critico letterario, scrittore e gastronomo italiano.

Figlio di un mercante, Agostino Artusi, come molti ragazzi di buona famiglia compì gli studi al seminario di Bertinoro, sempre nel forlivese. La frequentazione, da studente iscritto, dell'Università di Bologna, fino al conseguimento della Laurea in Lettere, date per certe, senza fondamenti documentari, per qualche decennio, sulla base della distratta o forzata lettura di un brano della sua opera, non ha trovato riscontro nella puntigliosa e accurata ricerca, da parte di uno studioso bolognese, in nessuna delle pertinenti fonti d'archivio dell'Ateneo felsineo degli anni , gli unici ipotizzabili, tra il 1835 e il 1851. Pellegrino Artusi ha certamente frequentato ambienti studenteschi bolognesi, nei primi anni '40, facendo la conoscenza, nella locanda Tre Re, del patriota romagnolo Felice Orsini, e forse una non meglio identificata "altra scuola a Bologna", che non era comunque l'Università. Tornato nel suo paese natale, intraprese la professione del padre, ricavandone un certo profitto, ma la vita della famiglia Artusi venne sconvolta dall'incursione del 25 agosto 1851 a Forlimpopoli del brigante Stefano Pelloni, detto il Passatore. Costui prese in ostaggio nel Teatro della città tutte le famiglie facoltose, obbligandole a pagare un "dazio" cospicuo, per poi lasciare rapidamente la città. A seguito della scorreria una delle sorelle di Pellegrino, Gertrude, impazzì e dovette essere ricoverata in manicomio. Diversi storici e biografi ritengono che in realtà la ragazza avesse subito violenza fisica da parte degli sgherri del brigante.

L'anno dopo, tutta la famiglia si trasferì a Firenze. Qui Pellegrino si dedicò alla mercatura con un successo tale che, a quarantacinque anni, poté tranquillamente ritirarsi e vivere di rendita, libero di dedicarsi ai suoi principali interessi, la letteratura e la cucina. Acquistò una casa in piazza D'Azeglio a Firenze, dove tranquillamente condusse la sua esistenza fino al 1911, quando morì, a 91 anni.

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