Charles Webster Leadbeater (1847-1934) è considerato il più grande chiaroveggente del XX secolo. Noto autore di opere teosofiche, è stato uno degli autori più prolifici della Società Teosofica, fondata nel 1875 da Helena P. Blavastky. Leadbeater abbandonò la Chiesa Anglicana, di cui era sacerdote, per seguire le attività della Società Teosofica. Trasferitosi ad Adyar, in India, all’inizio del Novecento, sviluppò la sua attività insieme ad Annie Besant, viaggiando in tutto il mondo per diffondere gli insegnamenti teosofici.
Nominato vescovo della “Chiesa Cattolica Liberale”, una piccola chiesa riformata con un migliaio di fedeli a Sidney, nel 1923, rientrò definitivamente in Australia, dove morì nel 1934.
Personaggio di spicco in ambito spirituale, fu guida del giovane J. Krishnamurti e di altri grandi pensatori. Per anni Leadbeater ha desiderato spingersi oltre il limite sensoriale dello spazio e del tempo, per conoscere ciò che già è ma che noi possiamo solo descrivere come ciò che sarà, con i limiti della percezione del presente.
Ha dedicato la sua vita allo studio di ciò che resta inspiegabile alla scienza e ai grandi misteri del cosmo.
Charles Webster Leadbeater (Stockport, 16 febbraio 1854 – Perth, 1 marzo 1934) è stato un religioso e teosofo britannico.
Ancora fanciullo incontrò il famoso esoterista Bulwer Lytton, che lo segnalò a “Coloro che camminano sulle Strade Alte”. A 13 anni andò con la famiglia in Brasile, dove a Bahia, durante una ribellione, gli insorti volevano che lui, suo padre, e il giovane fratello Gerald, calpestassero una croce. Essendosi rifiutati, Gerald fu ucciso, e lui e suo padre torturati.
Tornato in Inghilterra studiò ad Oxford e nel 1878 fu ordinato sacerdote della Chiesa d'Inghilterra.
Nel 1883, dopo aver conosciuto A. P. Sinnett e la signora Blavatsky, entrò a far parte della Società Teosofica a Londra. Divenne ben presto noto come chiaroveggente e scrisse numerosi libri basati sulle sue esperienze extrasensoriali. Quando si materializzarono due lettere del suo Maestro, lasciò l’Europa e andò a Colombo, nell’isola di Ceylon, dove divenne buddista sotto la guida dell’Alto Sacerdote Sumangala.
Nel 1884 arrivò ad Adyar in India, dove successe a Damodar K. Malavankar come segretario della Società Teosofica. Nel 1885 iniziò, con una trasferta in Birmania, i suoi viaggi per far conoscere al mondo il pensiero teosofico, molto utili anche per sviluppare la propria chiaroveggenza e incontrare persone che avrebbero avuto compiti di rilievo nell’evoluzione della coscienza spirituale del mondo.
Importantissimo fu il suo ruolo di mentore per il giovane Krishnamurti. Nel 1889 ritornò in Inghilterra con il quattordicenne Jinarajadasa, che diverrà il quarto presidente della Società Teosofica. Grazie alle doti soprannaturali di Jinarajadasa, sviluppò ulteriormente la propria chiaroveggenza.
Nel 1890 incontrò Annie Besant, sua coetanea, a cui insegnò come sviluppare la chiaroveggenza: lavorò con lei per più di 40 anni; nel 1893 tennero la prima presentazione pubblica dei loro fenomeni di chiaroveggenza, in un periodo caratterizzato da un forte scetticismo materialista.
In quegli anni fu precettore del figlio di Sinnett e dell’undicenne G. S. Arundale, che diverrà terzo presidente della Società Teosofica. Curò la formazione anche di molti altri personaggi fondamentali nello sviluppo della “coscienza acquariana”: Ernest Wood, Johan von Magen, Basil Hodgson-Smith, Fritz Kunz, Jawaharlal Nehru, A.R. Orage (questi divenne poi, sotto l’influsso di Gurdjieff, l’editore della rivista New Age, la prima rivista dell’Età Acquariana.
Nel 1906 si allontanò dalla Società Teosofica. Nel 1908 rientrò ad Adyar. Infine si ritirò al The Manor di Sydney, in Australia.
Nel 1916 fu consacrato vescovo della Chiesa Cattolica Liberale; nel 1925 tornò ad Adyar per assistere Annie Besant durante la sua lunga malattia, e per meditare sui valori della vita spirituale. La Besant morì nel settembre del 1933 e Leadbeater la seguì il 1° marzo 1934.
Per anni Leadbeater aveva sentito il desiderio di spingersi oltre il limite sensoriale dello spazio e del tempo, per conoscere ciò che già è, ma che noi possiamo solo descrivere come ciò che sarà, con i limiti della percezione del presente.
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