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Copertina libro: l'Artusino

a cura di: Roberto Romiti
Luciano Artusi

l'Artusino

Scritto dal "pronipote" di Pellegrino Artusi


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Note: Luciano seleziona le ricette di Pellegrino Artusi

Formato: 12x16

Pagine: 128

Prima edizione: giugno 2008

Un’accurata selezione delle migliori ricette di Pellegrino Artusi firmata nientemeno che da Luciano Artusi, ultimo discendente vivente del celebre cuoco Pellegrino, l’illustre Capostipite della Cucina Italiana, da tutti conosciuto per il suo capolavoro letterario La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene. L’Artusino è un ricettario ricco di spunti culturali e di consigli per sperimentarsi ai fornelli, partecipare e rinnovare una tradizione di gusto tutto italiano e imparare qualche “trucco da maestro” dal più celebre e uno tra i migliori cuochi che il nostro paese abbia avuto.

Rivolto a tutti coloro che hanno voglia di cimentarsi ai fornelli in modo da mettersi alla prova con l’aiuto di un manuale semplice ma autorevole, ricco di suggerimenti e nozioni “d’autore”. La cucina è un mondo variegato e stimolante, ricco di cultura e creatività; l’Artusino propone ricette da sperimentare da soli oppure insieme alla famiglia. Un’accurata raccolta di capolavori del gusto, curata da Roberto Romiti che, insieme all’autore è co-fondatore della Venerabile Confraternita dei Quochi. Un viaggio nella migliore tradizione culinaria italiana, che fa rivivere, a chi si lascia coinvolgere, sapori e sensazioni lontane nel tempo ma che conservano immutato il loro valore conviviale.

SE SEI APPASSIONATO DI RICETTE VEDI ANCHE ARTUSI IL TASCABILE


Commenta il curatore Roberto Romiti:

è un libro di cucina un po’ particolare, perché fa riferimento al più importante libro di cucina nella storia letteraria italiana.
«Questo è un libro che avrà poco esito». Fu questo il giudizio espresso da Francesco Trevisan, docente del liceo Scipione Maffei di Verona ed intimo amico di Pellegrino Artusi, sull’opera “La Scienza in cucina e l’Arte di mangiare bene” appena terminata. Ed è stato talmente profetico che ancora oggi L’ARTUSI – come universalmente è nota l’opera – ha venduto centinaia di migliaia di copie in circa centodieci edizioni.
Questo libro ha selezionato alcune fra le migliori ricette del grande Pellegrino, aggiornandole ad oggi per quanto riguarda gli ingredienti e facendone un tascabile di pronto uso per tutte le occasioni.
È rivolto agli amanti della cucina italiana tradizionale, che vogliono mangiare bene e fare anche bella figura con gli invitati, a qualsiasi livello.

Sull'autore:
È confermato. Contrariamente a quanto si è creduto fino ad ora, ci è giunta notizia, suffragata da ricerche d’archivio, che il ceppo originario degli Artusi non è completamente estinto: c’è ancora qualcuno che porta questo cognome vantando un legame, seppur indiretto, con l’autore del manuale di cucina più conosciuto.
Ne sono felice e con me l’intera Forlimpopoli, Città natale di Pellegrino Artusi.
La storia è questa: in quel di Firenze vive la famiglia di Luciano Artusi, che vanta la stessa origine familiare del nostro concittadino: il trisnonno di Pellegrino, un certo Giuseppe, sposando nel 1731 Angela Mazzocchi ebbe 10 figli, il primogenito Agostino diede origine al ramo principale che portò al nostro PELLEGRINO e con lui si estinse, il secondogenito Antonio e i suoi successori continuarono la stirpe, che giunge oggi a Luciano Artusi (Firenze 11-01-1932), ai suoi figli ed ai suoi nipoti…
… Luciano è un importante “personaggio” a Firenze, «studioso e divulgatore di storia della città, mediante articoli, su quotidiani, riviste e periodici; ha ricevuto riconoscimenti quali il 2° Premio Bancarella Sport nel 1971, il Perseo d’Oro nel 1976, il 2° Premio San Giovanni di Dio nel 1991, il 2° Premio Castiglioncello nel 1997, il Premio Firenze nel 2000 e il Fiorino d’oro nel 2003 ecc.», come si legge in una delle sue ultime fatiche letterarie Firenze araldica (Ed. Polistampa – Firenze).
Ma anche di cucina s’intende, perché dice sorridendo “è nel DNA della famiglia!” Come non credergli?

Paolo Zoffoli
sindaco del Comune di Forlimpopoli


la Particolarità del libro
Questo testo, che esce l’anno dopo la pubblicazione di Artusi, il tascabile, a cura dell’Associazione Cuochi “Pellegrino Artusi “ di Cervia-Ravenna (BIS edizioni), vuole essere un omaggio del “nipote” alla memoria del grande “nonno”. Come detto, esso presenta un certo numero di ricette tratte da La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene (diverse rispetto al primo libro) rivisitate ed attualizzate ai nostri ingredienti dal punto di vista di un grande amante della cucina di tutti i giorni: Luciano Artusi.
Un libro da tenere accanto all’immortale capolavoro di Pellegrino.


“l'ARTUSINO”

Rievocare attraverso ricordi, personaggi che mi conobbero da giovane, è per me un momento da rivivere sempre con vitale affetto.
Negli anno ’50 alcuni di loro mi iniziarono a chiamare “Artusino” e non ho mai saputo se ciò era derivato per distinguermi dal mio illustre avo forlimpopolese Pellegrino, da tutti conosciuto per il suo capolavoro letterario La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, oppure associandomi alle tradizioni popolari cittadine, quale il Calcio Storico Fiorentino di cui sarei diventato, dal 1960, il più giovane direttore della prestigiosa istituzione o, più semplicemente, per via di quel “ino” nell’uso del parlar fiorentino, che dà l’idea di rendere tutto “piccino” perché in esso si vuol dare una maggiore intimità al soggetto minimizzato e renderlo più vicino alla cordialità di chi lo ha pronunciato.
Fermarsi un momentino, assaporare un appeti-toso stuzzichino, prenderne un pezzettino, bere un gocciolino e terminare lo spuntino con un fumante caffeino, oppure cuocere una minestrina, gustare una croccante patatina o scrivere per Natale la celeberrima letterina… a Firenze è la cosa più naturale del mondo, perché terminare le parole con il diminutivo “ino” o “ina” aggrazia e addolcisce la parola stessa e contribuisce a formare un’armonia.
A volte, ho presuntuosamente pensato che con l’Artusino, pronunciato da importanti persone che mi stimavano, avrei potuto associare il loro “ino” al pro-verbio coniato per asserire che “nelle botti piccine ci sta il vino buono”, ma questo è un puro e gratuito nar-cisismo!
Fra i personaggi, che così amichevolmente mi appellavano, voglio ricordarne almeno tre: il colonnel-lo Aldighiero Batini, mio primo Capo Divisione al Comune di Firenze, il quale mi infiammò di entusia-smo per le memorie del Calcio Storico Fiorentino, nonché due noti e grandi sindaci della mia città: il pro-fessor Piero Bargellini, ricordato come “il sindaco dell’alluvione” (4 novembre 1966) e l’avvocato Luciano Bausi.
Tali personaggi, appunto, mi chiamavano Artusino e per me sono stati ottimi maestri di vita, dal particolare senso pratico, dall’arguta e piacevolissima conversazione, dalla serena cordialità, dal talento e dalla genuina naturalezza; per cui ho sempre apprezzato l’appellativo che, col viso sorridente mi avevano dato e da me assorbito e fatto proprio, associandolo ancora al loro caro e sostanziale ricordo di schietta umanità.

Luciano Artusi*

*Fiorentino di nascita ma molto legato alla terra di Romagna per tradizione familiare, grande studioso e divulgatore della storia toscana, nonché esperto di cucina, Luciano Artusi, detto l’Artusino (forse per distinguerlo dal celebre Pellegrino e perché il più piccolo della famiglia) ha raccolto per noi le migliori ricette ereditate dal celebre avo.



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