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Note: Story Waters scrive un libro entusiasmante
Pagine: 272
Prima edizione: ottobe 2008
Scrive Story Waters:“Sapere che sei Dio è renderti conto che tutto quello che sperimenti è creato da te e che tu sei libero di creare personalmente qualsiasi cosa.[…] Io so che tu sei Dio, so che sono te. So che sei sicurezza, abbondanza e amore. So che sei perfetto così come sei, indipendentemente dalla tua reazione a queste parole.”
In questa realtà, pur essendo un tutto unico con ogni cosa, evento e fenomeno, ci sentiamo separati, distanti. Questa separazione si traduce in diverse forme, tutte condizionate dall’interpretazione dualistica che sperimentiamo sia come separazione fra un essere e l’altro, sia come separazione fra il nostro sé interiore e la realtà esterna.
Story Waters ti viene offre uno strumento per connetterti con il tuo Sé divino, prendere consapevolezza della vita come interezza e partendo dalla comprensione della tua vera identità, quella che Tu sei Dio, hai davvero la possibilità di dire Io sono Dio e fare esperienza di questo fatto, cambiando il tuo modo di vedere te stesso e la realtà attorno a te.
Ciascuno è il creatore di se stesso e della realtà che lo circonda.
Ciascuno col suo libero arbitrio può scegliere se accettare questo
fatto o rinnegarlo: tu sei Dio! Dio è l’infinita libertà di essere da cui trae origine ogni realtà, la
nostra realtà, quella che ci circonda, ma che non ci definisce perché
in realtà siamo noi a generarla. Con il tuo libero arbitrio definisci
la tua individualità. Il libero arbitrio non è solo la capacità di
scegliere fra le cose, ma è anche la facoltà di scegliere quello che
sei. Il tuo libero arbitrio è la tua forza creatrice. Tu sei il potere
di creazione infinitamente libero che sceglie di essere te.
Nonostante un tempo la religione organizzata sia stata un’espressione
rappresentativa dell’epoca, oggigiorno non riflette più il senso del
divino sperimentato dalle persone. Questa esperienza è caratterizzata
dal sentire Dio dentro di sé e si riflette in coloro che preferiscono
crearsi un senso personale della spiritualità anziché aderire al dogma
tradizionale della religione.
Dio è l’infinito potere di essere. Se afferri questo concetto smetti di
immaginare Dio come una persona. In te, Dio è una persona. In un
albero, Dio è un albero. In un fiume, Dio è un fiume. Dio è qualunque
cosa scelga di essere. Tu sei quel potere di essere. La creazione non è
esterna a te, è la tua esperienza di te stesso.
La realtà non è qualcosa di separato da te e neppure qualcosa che ti
contiene, ma è l’espressione di quello che scegli di essere. Non stai
semplicemente creando la tua esperienza interiore del sé, ma stai
creando l’esperienza di tutta la tua realtà.
L’esperienza del tuo Sé divino si realizza consapevolmente per mezzo
dell’amore universale e incondizionato per Tutto Ciò Che Sei. La tua
realtà è la tua scelta in questo momento e quel momento di scelta è in
continua espansione. Il desiderio del tuo Sé divino di essere vivo è il
motore di quell’espansione, è l’energia dell’Io Sono.
Nel pieno riconoscimento del tuo libero arbitrio sperimenti il tuo
volere che tutte le volontà siano libere, perché se accetti che tu sei
Dio, puoi sentire anche che tutta la realtà è connessa a te e quindi a
tutto ciò che esiste.
Trovarti in tuo potere, riconoscere pienamente il tuo Sé divino, è
renderti conto che tu sei tu, che la gabbia sei tu (creata da te) e che
tu sei l’amore e la libertà che ti chiamano dall’esterno della gabbia
(i tuoi sogni e le tue speranze).
Al momento della tua morte fisica la tua individualità non viene
distrutta. Tu vivi molte vite. Quello che sei, tutto ciò che sei stato,
continua ad accompagnarti. Anche se probabilmente non ricordi le altre
vite, esse sono presenti nella tua esistenza e rendono più ricco Tutto
Ciò Che Sei.
Tu esprimi la tua individualità come una storia. La tua storia dà forma
alla tua esperienza non solo attraverso la tua auto-definizione, ma
anche in base al modo in cui plasma la tua percezione. La tua
percezione di te stesso e del mondo è un tutt’uno. Il tuo modo di
percepire il mondo è un riflesso di come percepisci te stesso. La
realtà rispecchia il tuo essere.
Tutte le paure sono forme di resistenza alla presa di coscienza della
tua divinità. Abbiamo lavorato sodo per creare la nostra individualità.
Abbiamo prodotto forti convinzioni per mantenere il nostro senso del sé
di fronte all’espansione.
Dopo aver vissuto così tanto tempo lottando, può essere difficile
credere che non sia necessario. Per permettere alla facilità di entrare
nella tua vita devi affrontare e abbandonare le convinzioni che la
tengono lontana da te. Queste convinzioni sono le pareti che ti hanno
impedito di realizzare la facilità. La libertà, l’amore e il sostegno
del tuo Sé divino ti raggiungono sempre attraverso il movimento
dell’espansione. Entrare a far parte di questa spontaneità significa
permettere il cambiamento, cambiare la tua storia e lasciare che in
essa penetri il cambiamento, quello a cui ti sei sempre opposto.
Le pareti con cui ti sei definito e delimitato impongono una struttura
rigida alla fluidità del tuo essere. Quando elimini la fatica dalla tua
vita queste pareti cominciano a disintegrarsi, non a causa dei tuoi
sforzi, ma perché poni fine al dispendio di energie necessario alla
loro creazione. Quando le pareti crollano, il cambiamento che cercava
di espandersi comincia a entrare nella tua vita, quello a cui avevi
opposto resistenza può finalmente esistere.
La nostra merda è dolore che abbiamo interiorizzato, con cui ci siamo auto-identificati.
La merda è un rifiuto interiorizzato di sé percepito come disgusto per
la propria persona. Significa credere che un dolore da noi provato non
possa essere modificato, è la rassegnazione a vivere nella sofferenza.
Teniamo il dolore rinchiuso nei ripostigli del nostro essere e spesso
finiamo per sprecare più energia nel tentativo di ignorarlo che in
qualsiasi altra nostra attività. Mantenere la nostra merda ci richiede
un sacco di lavoro; risvegliarsi vuol dire smettere di fare tutta
questa fatica e affrontare la nostra merda.
Come ogni cosa, ciò che ha fatto il proprio corso dev’essere lasciato
andare per far spazio a qualcosa di nuovo, fresco ed entusiasmante.
Goditi il ballo, ma permetti ai volti di cambiare; non attribuire agli
altri la tua identità. Non hai bisogno di restare loro attaccato per
condividerne la bellezza. Fa’ che la condivisione avvenga attraverso
l’amore e non mediante l’attaccamento.

